IL DIGITALE ALLA BASE DELLA FORMAZIONE

Gli istituti professionali sono un‘eccellenza e in quanto tale vanno valorizzati. Sono parole di Valentina Trevaini, di Confartigianato Bergamo. Il digitale e la sua dirompente trasformazione, contestualizzata nell’ambito della formazione, della scuola e del lavoro, sono fondamentali nella crescita, nello sviluppo formativo e professionale. Bisogna rendersi conto che la cultura del digitale è necessaria in qualsiasi attività e professione: il digitale sta trasformando il modo di operare delle nostre imprese e non solo, lo vediamo anche nella Pubblica Amministrazione e nella vita quotidiana di ognuno di noi. La scuola è l’investimento e il rendimento più importante a cui si possa pensare. Rendere la scuola digitale deve quindi diventare un must, una delle condizioni fondamentali per rendere competitivo il nostro Paese e per accelerarne la crescita, perché è nella scuola che si formano i cittadini, i lavoratori e gli imprenditori di domani. Questo quanto emerso dal convegno promosso da Confartigianato Bergamo insieme a Bergamo Sviluppo, sull’ importanza delle nuove tecnologie.

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L’ ACQUA DEL RUBINETTO È BUONA

Rassicura il presidente di Uniacque Paolo Franco (società che gestisce il servizio idrico integrato in quasi il 70% dei comuni orobici): “L’acqua che scende dal rubinetto è buona”. Ci tiene a far chiarezza , dopo la diffusione dei dati Ispra sulla presenza di diserbanti e pesticidi in acque sotterranee e superficiali, anche in alcune aree della provincia di Bergamo. «Quelle rilevazioni non c’entrano nulla con le sorgenti da cui prendiamo l’acqua, come la Nossana – spiega Franco -. I dati dell’Ispra parlano di fiumi superficiali o sotterranei, legati anche alla conformazione calcarea di parte del nostro territorio. Le sorgenti – la Nossana, Algua, il ponte del Costone – hanno localizzazioni diverse, sgorgano dalla roccia». Quanto alla pianura, «a Ghisalba abbiamo un serbatoio che viene riempito grazie ai pozzi, e anche lì non si sono mai riscontrati problemi». Qualche preoccupazione anche per l’acqua domestica, dopo i dati Ispra sui pesticidi, si era diffusa sui social network. È per questo che Franco tiene a precisare: «L’acqua è buona, facciamo un lavoro quotidiano per garantire la sicurezza e la qualità del servizio. Il tutto validato dai controlli dell’Ats». Nei laboratori Uniacque, nel 2015, per la sola acqua destinata al consumo umano sono stati controllati settemila campioni con 273 mila analisi. I controlli più «serrati» vengono eseguiti sulle reti di distribuzione. «In anni di controlli non si sono mai riscontrati problemi legati a pesticidi – assicura Franco -. Certo, siamo consapevoli che una parte dell’inquinamento rilevato dall’Ispra deriva da opere non fatte, per esempio in alcuni piccoli comuni dove ci sono ancora terminali fognari non trattati, o dalle attività agricole non controllate. Questo ci spinge a essere ancora più assidui nei controlli in chiave preventiva, e a portare avanti gli investimenti (circa 20 milioni l’anno) per la depurazione e il collettamento».

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AVVICINARSI AI MERCATI ESTERI

Un convegno rivolto alle imprese che vogliono vendere all’estero i loro prodotti o servizi. E’ quello che questo giovedì si è svolto all’Incubatore di Imprese di Cividate Camuno. Ad illustrare quali sono le opportunità nel campo dell’internazionalizzazione per le imprese bresciane e soprattutto come coglierle, la Camera di Commercio di Brescia e l’azienda speciale della Camera di Commercio Probrixia. La collaborazione tra l’Incubatore di Imprese di Valle Camonica e la Camera di Commercio di Brescia, nasce tempo fa proprio per portare in Valle Camonica e sul Sebino, più servizi per le imprese del territorio. Obiettivo, aiutare che fa impresa a valutare i rischi e le opportunità di investire all’estero, a capire come avvicinarsi ai mercati internazionali.

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Vezza d’Oglio: finto maresciallo raggira pensionata. Sventata truffa a Ponte di Legno

Vezza d’Oglio – Caccia al truffatore dei vecchietti. Li prende di mira, scruta il momento giusto per entrare in azione, poi colpisce spacciandosi per finto maresciallo dei carabinieri.

Gli ultimi due episodi in Alta Valle Camonica: il primo caso a Ponte di Legno (Brescia) dove il finto maresciallo, con tanto di tesserino dell’Arma, è entrato nell’abitazione di una pensionata ultranovantenne e ha chiesto di verificare soldi e documenti della pensione. Poi ha chiesto di accertare la veridicità di alcune banconote da 50 euro e – alla risposta negativa della nonnina – si è allontanato. Il secondo episodio, che purtroppo è andato a segno, a Vezza d’Oglio (Brescia): dove è entrato nell’abitazione di una pensionata e con la scusa di verificare banconote e pensione l’ha truffato di alcune centinaia di euro.

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Sono in corso indagini dei carabinieri per risalire al truffatore, l’identikit è stato tracciato dalle due pensionate dell’Alta Valle Camonica. I carabinieri ribadiscono di avvisare tempestivamente quando si è in presenza di sconosciuti o persone sospette.

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Ex Selca di Berzo Demo, il Tar di Brescia ordina uno studio e la rimozione dei rifiuti entro tre mesi

Berzo Demo – Il Tar di Brescia ha intimato ai proprietari dell’ex Selca di Berzo Bemo (Brescia) di effettuare uno studio sul tipo di rifiuti presenti sul sito ed entro tre mesi rimuoverli. E’ l’ultimo colpo di scena – che potrebbe avere altri ricorsi giudiziari – sull’intricata vicenda dell’ex fabbrica camuna.

Gli ex titolari e il curatore fallimentare avevano presentato ricorso nei confronti della Provincia di Brescia che li aveva diffidati a seguito della contaminazione per i parametri di ferro e fluoruri presenti nella falda. Infatti le analisi dell’Arpa avevano indicato la presenza di inquinanti e valori anomali nella falda idrica e di conseguenza la Provincia di Brescia aveva inviato una diffida nei confronti di Piergiorgio Bosio, Flavio Bettoni, Ettore Vacchina,  e del curatore fallimentare Giacomo Ducoli.

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I quattro hanno presentato ricorso al Tar contro la diffida. I giudici del tribunale amministrativo di Brescia hanno ricostruito la vicenda ed evidenziato: “Se il medesimo inquinante si trova sia nella Selca sia nella falda e tra le due c’è un vettore idoneo, ovvero la direzione di deflusso delle acque, si ritiene che l’inquinamento della falda abbia origine nei rifiuti esposti al dilavamento presenti in Selca».

Da qui la richiesta del Tar di effettuare uno studio e rimuovere i rifiuti entro tre mesi. I ricorsi dei quattro professionisti sono stati parzialmente accolti, anche se è stata confermata la legittimità della diffida della Provincia, che dovrà seguire le fasi di rimozione dei rifiuti.

Intanto il processo nei confronti dei titolari dell’ex Selca è stato aggiornato al 30 maggio, quando saranno sentiti altri testimoni.

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Passo Tonale e Cedegolo, i Fanti ricorderanno i caduti della “Guerra Bianca” il 20 maggio. Celebrazioni nel XXVIII raduno nazionale, il programma

Ponte di Legno –  I Fanti ricorderanno in modo speciale il centenario della Grande Guerra a Ponte di Legno e Cedegolo il 20 maggio. L’evento è curato nei dettagli da Edoardo Nonelli (nella foto la copertina realizzata dall’artista camuno): due le tappe, il primo al Passo Tonale con il pranzo al Palazzetto dello Sport di Ponte di Legno e il secondo al Musil di Cedegolo.  A Brescia si svolgerà il XXXIII raduno nazionale del FANTI e l’organizzazione ha ritenuto di dedicare una giornata in Alta Valle Camonica per celebrare il centenario della Grande Guerra.

IL P R O G R A M M A- VENERDI’ 20 MAGGIOraduno fanti
Passo del Tonale – P o n t e d i l e g n o
Sacrario Caduti della Grande Guerra
ore 10,45 Cerimonia Alza Bandiera
Saluto delle autorità
ore 11  Cerimonia Commemorazione dei caduti della Prima Guerra Mondiale
ore 11,15 Santa Messa al campo celebrata da S.E. Gaetano Bonicelli, cappellano militare.
pausa pranzo con rancio presso il Palazzetto dello sport di Pontedilegno
Museo dell’energia idroelettrica, via Roma – Cedegolo – Musil
ore 15, inaugurazione e visita della mostra «la Grande Guerra: storia, immagini, arte»
La celebrazione religiosa e la mostra verranno accompagnati  da brani cantati dalla mezzosoprano Daniela Belotti.

IL SALUTO  DEI SINDACI DI PONTE DI LEGNO E CEDEGOLO

“Esprimo a nome di tutta la comunità dalignese il saluto ai Epartecipanti al XXXIII raduno della Associazione Nazionale del Fante che ha voluto, nell’ambito delle loro giornate di incontro, organizzare un momento di raccoglimento per ricordare i caduti della Grande Guerra, rivolto in particolare alle spoglie dei 93 fanti conservate nel sacrario militare del Passo Tonale e alle numerose altre vittime della guerra che cento anni fa ha causato la perdita di tante giovani vite, coinvolgendo nell’olocausto migliaia di famiglie. Incontrarci in un questo luogo Sacro alla Patria ed alle vittime delle guerre, che un secolo fa costituiva il confine tra due Nazioni in conflitto deve farci riflettere sul valore irrinunciabile della Pace. Accogliere i Fanti, le autorità civili, militari e religiose per questa eccezionale occasione, rientra nella tradizione di ospitalità della nostra popolazione che esprime gratitudine per aver scelto le nostre montagne nel percorso del Vostro Raduno e per aver voluto celebrare così il vostro momento di incontro”. Aurelia Sandrini, sindaco di Pontedilegno

“A nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la popolazione del Comune di Cedegolo, esprimo il mio ringraziamento  all’Associazione Nazionale del Fante che, in occasione del 33° Raduno Nazionale che si terrà a Brescia dal 19 al 22 maggio, ha voluto inserire nel programma dell’adunata, un’iniziativa nel nostro comune: l’allestimento di una mostra presso il museo dell’energia idroelettrica di Cedegolo, dedicata alla «Grande Guerra, luoghi e personaggi» allestita da Edoardo Nonelli, noto artista camuno. Ascoltare le  persone, fare tesoro del passato anche attraverso questi spazi, non può che rendere più facile il quotidiano e migliorare il futuro delle nuove  generazioni, aggiungendo inoltre un valore storico-culturale al nostro territorio. Un ringraziamento al Musil per l’ospitalità della mostra e permettetemi un grazie di cuore ai Fanti, Patronesse ed amici del nostro territorio, per l’impegno alla buona riuscita del raduno, mantenendo, come prima finalità l’amore e la fedeltà alla Patria, senza tralasciare i vincoli di fratellanza e di solidarietà”.  Aurelia Milesi, sindaco di Cedegolo

SACRARIO AL PASSO TONALE 

Al Sacrario saranno ricordati i caduti della Grande Guerra, rivolto in particolare alle spoglie dei 93 fanti conservate nel sacrario militare del Passo Tonale e alle numerose altre vittime della guerra che cento anni fa ha causato la perdita di tante giovani vite, coinvolgendo nell’olocausto migliaia di famiglie. Il Sacrario Militare del Passo del Tonale è incastonato tra le Imaestose cime, dei massicci dell’Adamello e dell’Ortles sui quali tra il 1915 e il 1918 si fronteggiarono gli Italiani e gli Austriaci in numerosi combattimenti, al confine tra il Trentino e la Lombardia, lungo la strada statale che mette in comunicazione la Val di Sole con la Valcamonica.

Il 3 settembre 1922 il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, di ritorno allavisita delle terre Trentine ed alla volta di Pontedilegno per
partecipare alla cerimonia della ricostruzione, posò la prima pietra del Monumento ossario, inaugurato con solenne e partecipata
cerimonia il 31 agosto 1924 L’opera, come la vediamo oggi è stata completata nel 1936 su progetto dell’architetto Pietro del Fabbro per commemorare gli innumerevoli caduti della «Guerra Bianca» ed è composta da pietre squadrate in granito dell’Adamello. La struttura architettonica del monumento si differenzia molto dagli altri sacrari, costruiti con forme geometriche elementari. Superati i gradini che portano all’ingresso, costituito da un bel portale in pietra recante la scritta in bronzo ” , si accede al cuore del Sacrario, una cripta a pianta quadrata lungo le cui pareti sono collocati gli ossari con le reliquie dei militari caduti.
Al centro della cripta si trova l’altare con lo sfondo arricchito da un bellissimo Cristo Risorto in marmo bianco, datato 1935 (XIV); a
fianco, una statua in bronzo della Vergine in preghiera. sui pilastri centrali due lapidi in bronzo ricordano i caduti della 5^ Divisione
alpina. Sull’altare quattro candelabri fusi in bronzo, opera dello scultore Timo Bortolotti, con incisa la data “4 novembre 1937 (XVI)”, riportano bellissime immagini iconografiche scultoree di S. Barbara, S. Martino, S. Sebastiano, S. Giorgio e la dedica di ogni candelabro ”ai gloriosi caduti” delle Province di Trento e Brescia e dei Comuni di Pontedilegno e Vermiglio. Il Crocefisso posto al centro dell’altare riporta incise sul retro scritte di dedica: i commilitoni superstiti di tutte le associazioni combattentistiche, le madri e le vedove, le dame della croce rossa, la casa del soldato dell’opera di assistenza A. Calini per militari. Numerose targhe commemorative adornano pilastri e lesene lungo il perimetro interno.
Si stringe il cuore nell’oscurità del Sacrario; significa immergersi in un’atmosfera che invita al raccoglimento, si accede ad una
dimensione emotiva molto suggestiva che evoca la memoria, la tragica fine di tante giovani vite, il dolore delle famiglie….il dramma
umano che inevitabilmente porta con sé ogni guerra.Sacrario Militare caduti in guerra 1915-1918″
Si avverte il senso del Sacro ammirando il bellissimo Cristo di Bortolotti biancheggiare nel buio dell’interno, illuminato dalla tenue
luce che entra dall’unica apertura frontale e dalle finestrelle poste ai lati. Nel silenzio del tempio si percepisce un segno di speranza
nella luce della fede ed il senso spirituale del luogo.
Esternamente la cripta si presenta con il lato principale a pianta semicircolare. Un piccolo atrio accoglie l’ingresso ed una piccola
sacrestia, senza alcuna decorazione, senza alcun segno, salvo l’acquasantiera, che possa richiamare quanto conservato dentro
allo scrigno, che si trova ad una quota più bassa da superare con una gradinata rivestita in marmo. Ai lati dell’ingresso ed al di sopra
del portale quattro piccole nicchie accolgono ritratti commemorativi modellati e fusi in bronzo dei protagonisti della grande guerra sulle nostre montagne. Nella nicchia di sinistra sono raffigurati i quattro fratelli Calvi, eroi e martiri provenienti dalla terra bergamasca, che sui nostri monti e nel conflitto immolarono le loro vite per la Patria.

Nel Sacrario del Tonale sono custodite 797 salme di caduti italiani conosciute e 50 di militari ignoti. Le spoglie provengono dai cimiteri militari dismessi di Case di Viso, Pezzo, Pontedilegno, Temù, Stadolina, Val d’Avio. Le lapidi degli ossari ricordano la sepoltura di 5 salme di caduti ignoti affiorate dal ghiacciaio della Lobbia Alta nell’agosto del 1964; tre alpini ignoti ritrovati alle Lobbie nell’estate del 1996; resti di militari ignoti ritrovati in località Sgualdrina Ghiacciaio Presena l’11 settembre 2000; le salme di 26 soldati austriaci ignoti.
Il Sacrario è di proprietà demaniale dello Stato e sottoposto alla vigilanza del Ministero della Difesa – Commissariato Generale
Onoranze ai Caduti in Guerra. Il 14 aprile 1983, con apposita convenzione la custodia e la manutenzione del monumento viene
affidata al Comune di Pontedilegno.

 

 

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Anef, all’assemblea di Courmayeur l’annuncio: firmato contratto per addetti impianti funiviari. Ghezzi: “Risultato straordinario”

Courmayeur – Firmato il contratto per gli addetti agli impianti funiviari, circa 12mila a livello nazionale L’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF) nell’assemblea che si è aperta ieri a Courmayeur ha approvato il CCNL per gli addetti del comparto, una forza lavoro di 12mila persone, il bilancio e modifiche allo Statuto. Sono circa 200 gli addetti nel comprensorio Adamello Ski, quasi 500 in Val di Sole e Campiglio-Pinzolo i lavoratori che avranno benefici dal nuovo contratto.

Anef - sottoscritto contratto 0

Oggi i lavori proseguiranno con un seminario aperto al pubblico sulle nuove funivie Skyway Monte Bianco: sarà l’occasione per divulgare i risultati di una ricerca su gli Italiani e la montagna, commissionata dall’ANEF al dottor Ludovico Mannheimer, dell’Istituto Eumetra.

È nella cornice del Monte Bianco con la neve sulle cime e un clima grigio nella località turistica che è iniziata, l’Assemblea annuale dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari. All’ordine del giorno, oltre all’approvazione delle modifiche allo Statuto, del Bilancio 2015, del Bilancio previsionale 2016 e dei vari adempimenti statutari, c’era anche la firma del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro per gli Addetti degli Impianti di trasporto a fune: una forza lavoro stimata di circa 12.000 persone, tra fisse e stagionali, impiegati presso più di 1500 impianti in tutto il paese, sulle Alpi e sugli Appennini (Nelle foto a destra la firma del contratto e l’intervento della presidente Ghezzi all’assemblea di Courmayeur).

La_platea_dell'Assemblea - Anef

IL MESSAGGIO DI VALERIA GHEZZI

Valeria Ghezzi, presidente nazionale ANEF, ha salutato con soddisfazione la firma del CCNL, rinnovato addirittura prima dello scadere del termine. “È indice di grande positività e serenità per le aziende, e un segnale di rispetto per i lavoratori, che per la prima volta hanno potuto assistere alla firma di un contratto durante l’Assemblea.

Un risultato straordinario che permette alle aziende di affrontare la prossima stagione con ottimismo”. Il contratto nazionale, stipulato tra l’ANEF, che rappresenta il 90% del mercato, e le organizzazioni sindacali  FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL TRASPORTI e SAVT, riguarda sia la parte economica che la parte normativa. Soddisfazione è espressa dai sindacati, che in una nota congiunta riassumono le principali novità: “L’accordo, a regime, prevede un aumento medio mensile di 71 euro, e definisce una clausola sociale che garantisce la tutela occupazionale e la conservazione dei trattamenti economici e normativi nei cambi di azienda. Per quanto riguarda il welfare – concludono – viene stabilito per l’assistenza sanitaria integrativa, con decorrenza dal 1 maggio 2016, il versamento annuale di un contributo aziendale, per ogni addetto, di 120 euro e, con decorrenza dal 1 gennaio 2018, un ulteriore aumento dello 0,50% sulla retribuzione imponibile previdenziale a carico delle aziende per tutti i lavoratori aderenti ai Fondi pensione. Ulteriori novità riguardano la fruizione oraria dei congedi parentali, in modo tale da agevolare la conciliazione di tempi di vita e di lavoro”.

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Bovini in alpeggio: dal Lario alla Valle Camonica, l’ATS della Montagna ha già iniziato la distribuzione del vaccino contro l’IBR

Edolo – La stagione in alpeggio sta per iniziare e l’ATS della Montagna fa il punto della situazione rispetto a tutte le possibili azioni da intraprendere per la cura e il benessere degli allevamenti che fra un mese circa saliranno in quota.

Nello specifico l’attenzione del Dipartimento di Prevenzione Veterinario è rivolta all’IBR, Rinotracheite Infettiva Bovina, una malattia virale che colpisce solo i bovini .

Questa patologia si trasmette per contatto diretto tra gli animali e si manifesta clinicamente con forme respiratorie e aborti. Considerata la rilevanza che l’infezione da IBR ha in campo zootecnico per quanto riguarda la movimentazione e commercializzazione degli animali, in attesa dell’applicazione del nuovo Piano regionale di Controllo e Certificazione dell’IBR approvato con D.d.s. 17 febbraio 2016 – n. 1013, la Regione Lombardia ha deciso di fornire gratuitamente, anche per il 2016, il vaccino contro l’IBR per la profilassi immunizzante dei bovini degli allevamenti che praticano l’alpeggio.stasi ats montagna

L’ATS della Montagna ha già iniziato la distribuzione del vaccino agli allevatori interessati che potranno rivolgersi ai medici veterinari di loro fiducia previa compilazione degli appositi moduli disponibili presso le sedi del Dipartimento di Prevenzione Veterinario del territorio delle sedi distrettuali del Medio Alto Lario e di Chiavenna, Morbegno, Sondrio, Tirano, Bormio e Breno in Valle Camonica. (Nella foto il Direttore Generale dell’ATS della Montagna, la dottoressa Maria Beatrice Stasi)

Sarà cura dei medici veterinari liberi professionisti interessati provvedere al ritiro e all’effettuazione delle vaccinazioni secondo la normativa vigente.

Si ricorda, inoltre, che i cani al seguito degli animali che praticano l’alpeggio, oltre ad essere identificati e iscritti all’anagrafe dovranno essere vaccinati contro la rabbia con oneri a carico dei proprietari.

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Incidente a Breno, due auto ribaltate: Statale 42 del Tonale provvisoriamente chiusa in serata

Breno – La strada statale 42 “del Tonale e della Mendola” è provvisoriamente chiusa al traffico dal km 87,200 al km 86,250 in località Breno, a causa di un incidente che ha coinvolto due veicoli.automedica incidente

Tre le persone coinvolte (una donna e due uomini tra i 42 e i 63 anni), due rimaste ferite non gravemente. Sul posto due ambulanze della Camunia Soccorso di Darfo e l’automedica da Esine.

Lo scontro qualche istante prima delle 19. Il traffico è deviato, in direzione sud all’uscita di Breno mentre, in direzione nord, all’uscita Cividate. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la squadra di manutenzione di Anas al fine di ripristinare la circolazione appena possibile.incidente ambulanza vvf breno

L’INCIDENTE

La dinamica dello spettacolare incidente è ancora da stabilire. Due auto si sono ribaltate: ad avere la peggio un uomo di 50 anni in codice giallo e una donna di 42 anni in codice verde. Nelle immagini le auto ribaltate e i soccorsi (clicca sopra per ingrandire). auto ribaltata

Indagano i carabinieri della Compagnia di Breno su uno schianto che poteva avere ben peggiori conseguenze.

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Derivazioni idroelettriche: definito il canone ricognitorio anche per la Valle Camonica. Martinazzoli: “Importanti risorse”

Esine – La giunta regionale Lombarda presiduta da Roberto Maroni, lo scorso 9 maggio ha  approvato delibera avente ad oggetto “Determinazioni in merito all’applicazione del canone aggiuntivo di cui all’art. 53 bis della l.r. 26/2003” che ha fissato l’importo del suddetto canone relativamente alle concessioni di grande derivazione idroelettrica scadute e di prossima scadenza.martinazzoli 1

Sull’argomento è intervenuta la camuna Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega Nord e firmataria nel 2015 della mozione approvata dal Consiglio Regionale, con cui si chiedeva di prevedere forme di compensazione in favore dei territori interessati dalla presenza di grandi derivazioni ad uso idroelettrico.

La giunta regionale – spiega – ha stabilito, in aggiunta al canone demaniale, ai sovracanoni e alla cessione gratuita di energia già prevista negli atti delle concessioni, un ulteriore canone ricognitorio  fissato in euro 20 per chilowatt di potenza nominale media annua. Un importo ancora in fase di quantificazione ma che sicuramente si tradurrà in cifre molto significative anche e soprattutto per la Valcamonica, il cui territorio è interessato da importanti concessioni. Centrali idroelettricheSomme che sono destinate a concorrere al finanziamento di misure e interventi di miglioramento ambientale dei territori interessati e che Regione Lombardia, sulla base delle intese concluse con le singole province sul cui territorio insistono le infrastrutture afferenti alle grandi derivazioni idroelettriche, una volta introitate provvederà poi a trasferire, in misura non inferiore al 50 per cento, alle province e ai comuni. In sintesi si tratta di importanti risorse che verranno messe a disposizione degli enti locali, anche  sottoforma di misure di compensazione per lo sviluppo del territorio interessato dalla concessione“.

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