Mobile porta tv Interamente realizzato a mano in legno di cirmolo, con finiture di pregio. Possibilità di personalizzazione di soggetti e colori. #mobiliartigianali #mobili #mobilisu#arredamento #wood #handmade #fattoamano #valledeisegni #vallecamonica #braone #darfoboarioterme #pontedilegno

Mobile porta tv
Interamente realizzato a mano in legno di cirmolo, con finiture di pregio.
Possibilità di personalizzazione di soggetti e colori.
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Sentiero 1 #valcamonica #adamello #sun #snow #alps #parcoadamello #sky #clouds #freedom #trekking #brescia #lombardia #italy #vallecamonica #valledeisegni #mountain #crocedomini #bazena #passovalfredda #passocrocedomini #valfredda #sole #neve #cielo #alpi #nofilter

Sentiero 1
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Capo tecnico “Accapi” exclusive limited edition incluso nel pacco gara degli atleti del Campionato Mondiale Racchette da Neve #caspolada #vezzadoglio #worldsnowshoechampionships #altavallecamonica #vallecamonica #provinciadibrescia #lombardia #italia

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pubblicato da luanabellicini
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LA VALLE NON DIMENTICA


"Un giorno una vicina bussa alla porta di casa mia e mi dice: c’è il nome di tuo papà sul giornale". L’Eco di Bergamo aveva pubblicato, infatti, i nomi dei soldati italiani morti nei campi di lavoro e sepolti in cimiteri di guerra all’estero. Così, quasi 70 anni dopo la sua morte, grazie agli elenchi trovati da Roberto Zamboni mentre cercava lo zio morto in un campo di lavoro e successivamente pubblicati sui giornali locali, Savino Pezzotta ha saputo dove erano i resti di suo padre anche lui deceduto in un campo di lavoro  nella Prussia Orientale il 9 giugno 2010. Era in una fossa comune a Varsavia. Lo stesso è successo a molti camuni. Ecco perché la Valle Camonica ha dedicato ai cosiddetti Dimenticati di Stato una giornata di riflessione nella settimana della memoria. I protagonisti sono stati Savino Pezzotta e Roberto Zamboni il figlio ed il ricercatore. Storia ed emozione si sono fuse in una giornata di riflessione molto partecipata. La sala del palazzo della cultura era gremita di gente che ha seguito con profonda attenzione il filmato proposto da Roberto Zamboni sulla storia dei dimenticati di Stato, la lettura di passi dei suoi libri a cura di Eliana Cattane e l’accompagnamento musicale di Elena Quaglia, ma anche la testimonianza di Savino Pezzotta che ha raccontato la storia della sua famiglia calandola nel contesto.

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CANNA FUMARIA IN FIAMME


Poco più di un’ ora. Tanto è durato l’ intervento delle squadre dei vigili del fuoco giunte dei distaccamenti di Clusone e Gazzaniga, intervenute per domare le fiamme scaturite dal cattivo funzionamento di una canna fumaria. Mancavano pochi minuti alle 18 di sabato 30 gennaio, quando i residenti di una villetta situata in via Matris Domini, nella parte posta a monte dell’abitato di Bratto della Presolana, avvertivano un acre odore che lasciava presagire quanto accaduto. E’ stato solo grazie alla tempestiva richiesta d’ intervento che si è potuto scongiurare il peggio. Due autobotti e l’ autoscala dei pompieri di Gazzaniga raggiungevano la zona sotto gli occhi curiosi dei tanti residenti del quartiere. Nel volgere di poco le fiamme venivano circoscritte, limitando i danni ad una parte esigua di tetto. Fortuna vuole che i residenti fossero presenti al momento dell’ accaduto. Per queste ragioni si ripropone insistente l’ invito ad una corretta manutenzione della canna fumaria. La pulizia periodica, per eliminare fuliggine e particelle incombuste, eventuali videoispezioni per verificare l’integrità delle pareti. In caso di incendio, in attesa dell’ arrivo dei Vigili del Fuoco, si può cercare di chiudere con un supporto incombustibile l’apertura del caminetto o della stufa in modo da ridurre l’apporto di ossigeno e limitare in tal modo la combustione.Una raccomandazione di carattere gestionale: non accedete, oltre la reale necessità, con il quantitativo di legna da bruciare, e, soprattutto, non affaccendatevi troppo in altre attività, dimenticando che un “fuoco” sta ardendo nella voltra abitazione.

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MORTI IN A4, INDAGATO AUTISTA FURGONE


Non si era accorto che davanti a lui le macchine erano ferme in coda, perché più avanti si era verificato un incidente. E’ piombato con il suo furgone dritto contro l’ultima auto ferma, dove c’erano tre ragazzi di Treviso fra cui fratello e sorella, tutti morti sul colpo. Ora il 40enne residente a Peio, che era alla guida del furgone è indagato per omicidio colposo plurimo. Il drammatico incidente nella notte tra giovedì e venerdì in A4. Nell’urto ha riportato lievi ferite, è stato dimesso venerdì dall’ospedale ma non è ancora stato interrogato dagli agenti della polizia stradale di Seriate, che stanno cercando di accertare la dinamica dell’incidente. Sottoposto al test dell’etilometro è risultato negativo.

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VIA DA SANT’ANTONIO


Dopo la prima frana nella notte tra sabato 9 e domenica 10 gennaio sulla comunale che collega Less e S. Antonio a Corteno Golgi e quella di preoccupanti dimensioni di lunedì 18 in serata, che ha definitivamente distrutto i lavori di ripristino del collegamento e bloccato l’acceso alla Valle, il Sindaco Martino Martinotta ed il Parroco don Alesandro Nana hanno raggiunto a piedi S. Antonio per convincere i 7 residenti, che lassù vivono in tutta tranquillità, della necessità impellente di evacuare la frazione per l’impossibilità di ristabilire a breve qualsiasi collegamento. In caso di necessità, infatti, non sarebbe possibile raggiungere con un mezzo meccanico la frazione. Le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni non lasciano presagire nulla di buono: alle piogge insistenti potrebbero seguire anche nevicate importanti ed i 7 di S. Antonio si troverebbero definitivamente isolati. Oltre al fatto che – hanno detto i due autorevoli ambasciatori – in questo modo si costringono figli e parenti a salire a piedi, con grave rischio, per portare generi di conforto e vettovaglie. Pare che gli abitanti di S. Antonio abbiano accettato di scendere a valle: ora però si tratta di creare tutti i presupposti perché lo facciano in sicurezza, trasferendo i loro effetti personali e gli animali della frazione. Inoltre, il piano di evacuazione richiede l’intervento di più soggetti, iniziando dalla Prefettura. Per quanto riguarda una nuova sistemazione a valle, il Comune si sta attivando in ogni modo per trovare casa ai 7 che vivono stabilmente a S. Antonio, nella speranza che quanto prima la soluzione del passaggio in sicurezza sul luogo della frana venga risolto.

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