LA CARITAS, TRA DISPERAZIONE E SPERANZA

Le luci, i regali e le tavole imbandite, non possono e non devono distrarre da una realtà che spesso vediamo ma che preferiamo non affrontare: quella delle persone senza lavoro, casa, cibo, vestiti. La fotografia di una povertà crescente l’ha scattata la Caritas zonale di Darfo che vede impegnato in prima linea Don Danilo Vezzoli. A parlare sono i dati: 1253 persone nel 2015, sono passate dal Centro di Ascolto. 1053 persone per chiedere alimenti, circa 140 famiglie ogni mese mandate dai servizi sociali del comune: a ritirare i pacchi alimentari per il 63% sono stranieri e il 36% sono italiani. Quasi tutti hanno perso il lavoro e anche i legami familiari. Oltre un centinaio sono le famiglie che più volte nel 2015 alla Caritas hanno chiesto dei vestiti. Le donne in cerca di lavoro, chiedono di assistere le persone anziane. Anche le donne italiane chiedono di fare le badanti. La Caritas di Darfo dispone anche di un dormitorio dove da tempo ci sono i richiedenti asilo politico. Nel 2011 la Caritas ne accolse 45, ora sono 12 e altri 6 (donne e bambini) stanno nella ex canonica. Dei primi 12, solo 3 sono stati riconosciuti come rifugiati politici, 7 non hanno ottenuto lo status e hanno lasciato la struttura per altre mete. I rimanenti 18 sono ancora nel limbo. E’ inoltre aperta tutto l’anno, la Comunità Alloggio “Anch’io”: 16 le persone inviate dai comuni, dall’ottobre del 2014 all’ottobre del 2015, di cui 9 femmine e 7 maschi di nazionalità nigeriana, tunisina, marocchina e rumena. Di questi 6 erano bambini. Ogni ospite ha usufruito dell’accoglienza in media 18 giorni. Ci sono genitori con minori a carico, allontanati dalla famiglia per maltrattamenti o perché senza lavoro, ci sono famiglie andate incontro allo sfratto, ragazze incinta, alcune di loro escono dal giro della prostituzione. Don Danilo e i volontari, ogni venerdì salgono su un furgone per parlare con le ragazze vittime dalla tratta, che passeggiano per i marciapiedi di Boario. Alcune di loro sono libere, lo fanno per mantenere i figli, altre sono schiave di un protettore. Alcune pagano un pizzo per un tratto di marciapiede. Spesso vengono picchiate e derubate. Sono casi di disperazione e povertà che possono svolgersi lontano dai nostri occhi oppure alla luce del sole, sulle strade dei nostri paesi e sotto gli occhi di tutti. Una realtà che la Caritas affronta quotidianamente testimoniando anche chi non crede più nel prossimo, che il bene c’è e che si può continuare a sperare.

dal giornale online: Più Valli TV – News
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