IL CORPO E’ DI VASYL

A 15 giorni dal ritrovamento di un’auto carbonizzata nella campagna di Albino, una parte del giallo è stata risolta. E’, infatti, di Vasyl Nykolyuk ucraino 32enne proprietario dell’auto, il corpo ritrovato nel bagagliaio quell’11 ottobre. Gli inquirenti ne erano convinti sin da quando avevano scoperto a chi era intestata l’auto e il suo proprietario era intracciabile, ma ora c’è il riscontro scientifico. Il test del DNA ha confermato che il corpo carbonizzato trovato nel baule dell’auto data alla fiamme è quello del 32 enne ucraino residente a Bergamo da una decina d’anni. Lavorava come muratore in una ditta di Zogno. Nessun precedente penale, sposato e padre di un bambino piccolo che era all’estero con la mamma, l’uomo aveva trascorso la sera prima del delitto nell’appartamento a Stezzano di alcuni connazionali. E tutto quando accaduto dopo resta un mistero. Dopo la cena gli amici avevano trascorso parte della notte in un locale di Curno. Erano le cinque del mattino. Tutti questi fatti sono stati ricostruiti grazie alle telecamere di sorveglianza pubbliche e private che gli inquirenti hanno passato al setaccio. Ora resta da stabilire che cosa sia accaduto fra le 5 e le 7, quando, indicativamente, i killer avrebbero dato fuoco all’auto nella campagna di Albino prima di sparire nel nulla. E’ molto probabile che Vasyl fosse già morto quando l’auto è stata incendiata. Ma come e dove è morto, e soprattutto perché? Domande a cui manca ancora una risposta, così come mancano all’appello, spariti nel nulla, forse già tornati in patria i due uomini residenti a Stezzano con cui la vittima aveva passato la notte.

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SI ATTENDONO LE ANALISI

Altri sette giorni, quelli dal ritrovamento di Giuseppe Ghirardini alle Case di Viso, e ancora niente di fatto sul giallo di Marcheno, quello della scomparsa, dall’8 ottobre di Mario Bozzoli imprenditore del paese titolare dell’omonima ditta insieme al fratello e ai nipoti di cui Ghirardini era dipendente. Il funerale dell’operaio è rimandato a quando arriveranno gli esiti degli esami tossicologici. Bisogna vederci chiaro sul decesso dell’uomo che quell’8 ottobre, insieme ad altri colleghi, era in fabbrica, che potrebbe aver visto qualcosa, che avrebbe potuto sapere qualcosa sulla scomparsa del suo capo, o, a questo punto si potrebbe dire sull’omicidio di Mario Bozzoli? Ormai si cercano tracce di un delitto nella fabbrica di Marcheno, ma bisogna scoprire anche come è morto Giuseppe Ghiradini. Anche su questo sono al lavoro i RIS che stanno analizzando il contenuto delle due bottigliette trovate accanto al cadavere del 50enne domenica scorsa. Sul suo corpo nessuno segno di violenza, potrebbe anche essere morto di freddo o di malore. Intanto continuano anche le verifiche in fabbrica. Come ha detto nei giorni scorsi il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno si cercano tracce di un omicidio. Nei giorni scorsi sono state trovate tracce organiche, si tratta di capire se possono essere collegate a Mario Bozzoli. Sarà un’indagine lunga e costosa, il lavoro degli inquirenti è molto difficile e delicato con una matassa molto aggrovigliata da dipanare.

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CAOS SULLE STRADE

Raffica di incidenti stradali nelle ultime ore sulle strade della provincia di Brescia. Questo sabato, per fortuna, tanto caos, soprattutto sulla 510, ma non gravi conseguenze come quelle dei giorni scorsi. In pochi giorni, infatti, sulle strade di Brescia si registrano tre vittime, una giovane mamma di Cellatica, che si è spenta a cinque giorni dall’incidente, un motociclista di Castenedolo morto dopo due giorni di agonia e una ciclista colta da malore. L’incidente più grave di questo sabato – intanto già dalle prime ore di questa domenica si registrano nuovi incidenti – in galleria lungo la 510 nel comune di Iseo. Il tamponamento tra quattro veicoli, come mostrano le foto di Pier Putelli pubblicate dal Giornale di Brescia ha complicato la circolazione. L’incidente si è verificato attorno alle 17. Nessuna grave conseguenza, per fortuna, per gli occupanti delle quattro auto, ma caos per il traffico. Per consentire, infatti, i soccorsi e i rilievi di legge – effettuati dalla Polstrada di Iseo – la galleria è stata chiusa ed il traffico deviato lungo la litoranea. Sul posto anche due unità dei vigili del fuoco di Brescia. Nessuna grave conseguenza neppure per il ciclista 45enne investito da un’auto nel pomeriggio di questo sabato lungo via Borgo Olcese a Cividate Camuno. L’uomo, mentre percorreva l’ex statale a bordo della sua due ruote, è stato investito da una Ford Focus, al volante un anziano della zona che non visto il ciclista e lo ha travolto. I soccorsi sono scattati immediatamente. Sul posto sono arrivati i volontari di Camunia Soccorso e l’auto medica da Esine. Il ciclista è sempre stato cosciente ma ad un certo punto ha accusato un vuoto di memoria ed è per questo che i medici il pronto soccorso del nosocomio camuno ne hanno disposto il trasferimento, in eliambulanza, al più attrezzato ospedale di Brescia. Le condizioni del 45enne, comunque, non destano preoccupazione. Nessuna conseguenza per l’anziano alla guida della Ford che è stato sopposto però all’alcool test. I rilievi sono stati effettuati da una pattuglia di carabinieri. Nessuna conseguenza, in questo caso, per il traffico.

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SOCCORSO ALPINO AL LAVORO IN BERGAMASCA

Era uscito per un’escursione in mountain-bike con un amico, lungo i sentieri situati nei dintorni di Caprino Bergamasco, ma, mentre stavano scendendo, nei pressi di una curva, è scivolato in una valletta ed è rimasto ferito. Disavventura ieri per un 37enne residente nel comune bergamasco che è stato soccorso dagli uomini della sesta delegazione orobica del Soccorso Alpino. Il luogo dell’infortunio, infatti, è in una zona impervia a 400 metri di quota. I soccorsi sono stati allertati dall’amico del ciclista. I volontari del soccorso alpino lo hanno raggiunto, messo in sicurezza; per mezzo di un materassino di pressione, lo hanno trasportato fino all’ambulanza, che lo ha poi trasportato in ospedale, a Ponte San Pietro, per accertamenti in merito a una probabile frattura della caviglia.

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METALCAM APRE LE PORTE

Una fabbrica storica della Vallecamonica, la Metalcam di Breno, ha aperto le porte ai visitatori per uno speciale open day, offrendo anche uno spaccato della sua storia. Nata nel 1960 quando la Carlo Tassara assorbì la Metallurgica Valle Camonica, fondata a Malegno nel 1907, nel 1986 continuò la propria attività come Metalcam spa; nel 1996 la Metalcam acquisisce la Breda Fucine di Sesto San Giovanni. E’ del 1979 l’arrivo dell’ingegnere franco-polacco Romain Zaleski che, dopo aver contribuito al risanamento dell’azienda, nel 1984 ne prese il controllo creando una holding specializzata nel settore dell’esplorazione e della trasformazione dei metalli. Dietro le grandi muraglie industriali pochi, se non gli addetti ai lavori, sanno la qualità e la quantità del lavoro, la tecnologia impiegata, la continua ricerca di industrializzazioni nuove per stare sui migliori mercati del mondo.

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DAL ROTTAME AL PEZZO UNICO

Oggi i prodotti Metalcam vanno a fornire le multinazionali che estraggono petrolio e gas a terra e nel fondo del mare; forniscono alberi generatori e rotori per la produzione di energia sia termoelettrica che idroelettrica. Produce inoltre meccanica e ricambistica industriale di alto livello tramite le aziende del Gruppo: Vorlaender, Valforge e Adamello Steel. Lo stabilimento di Breno opccupoa 280 dipendenti e le società collegate danno lavoro ad altre 50 persone. Nella giornata dell’Open Day l’Amministratore Delegato Mario Cocchi ha accolto i visitatori nella sala riunioni della storica sede con un piacevole intrattenimento sulla storia di quasi 2 secoli dell’Azienda in Vallecamonica.

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DENTRO LA STORIA

Un archivio digitalizzato composto da migliaia di foto e un libro che raccoglie le sue ricerche storiche pubblicate nel notiziario del paese dal 1977 al 2005. Sono queste le due iniziative del comune e della biblioteca di Artogne per ricordare Ernesto Andreoli a dicei anni dalla morte. Per presentarle, nel fine settimana, è stata allestita nella sala polifunzionale una mostra dal titolo "Dentro la storia". Raccoglie in forma cartacea e digitale le 2 mila e 600 fotografie raccolte da Ernesto e da Simone Quetti 15 anni fa per dar vita all’archivio fotografito. Archivio che ora è diventato anche digitale, perché tutte le foto sono state scannerizzate e sistemate e si trovano ora a disposizione di tutti sul sito http://ift.tt/1jJ0idc.

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FESTA PER DON MARIO PRANDINI

Festa gioiosa e commossa della comunità di Pian Camuno questa domenica 26 ottobre per il 50esimo di sacerdozio di Don Mario Prandini che è stato parroco della parrocchia di S. Antonio Abate per 15 anni. Nel settembre 2014 Don Mario era stato incaricato dal vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari come presbitero collaboratore a Malonno, affiancando il Parroco don Vittorio Brunello, che don Mario ha conosciuto bene essendo stato in precedenza parroco della Beata di Piancamuno. A distanza di un anno e con una salute migliorata rispetto ad un anno fa, Don Mario è tornato tra si suoi ex-parrocchiani per festeggiare il traguardo del 50° di ordinazione sacerdotale. E lo ha fatto con due momenti particolarmente significativi del suo impegno pastorale che lo ha contraddistinto a Piancamuno: la celebrazione dell’Eucarestia domenicale in una Mesa solenne e quindi il ritorno all’oratorio molto ben organizzato e attrezzato che Don Mario aveva voluto accanto alla chiesetta di S. Giulia. Di poche parole, ma semplice e schietto, con non poca commozione, ha sottolineato così questo giorno. Il ritorno di Don Mario è stato apprezzato da tutti: con garbo, mitezza e semplicità ha salutato i suoi parrocchiani con i quali ha condiviso 15 anni di impegno pastorale ed è stato accolto dal primo cittadino che di Don Mario ricorda l’attenzione a tutti e la presenza generosa senza mai chiedere nulla. Il 20 settembre 2014 le parrocchie di Piancamuno e della Beata venivano affidate al nuovo Parroco Don Giuseppe Sarnico, che lasciava l’incarico di vicario parrocchiale di Castelcovati. E’ stato Don Giuseppe con il suo consiglio pastorale a sollecitare questo momento di ricordo e di celebrazione comunitaria assieme a Don Mario: il 50esimo di sacerdozio è un traguardo molto importante che, quando vi è la possibilità, viene celebrato tra le persone con cui si è condiviso molto, un po’ come un nonno buono e saggio che viene festeggiato da tutta la sua grande famiglia, come è avvenuto anche a Piancamuno.

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FERRARI AL CIOCCOLATO PER L’ ONCOLOGIA

“Ferrari al Cioccolato” sono stati gli ingredienti di una domenica rombante nel salotto clusonese. Un modo questo per far conoscere, ed essere vicini ai  pazienti oncologici e ai tanti volontari dell’associazione Amici dell’Oncologia, impegnati quotidianamente in valle Seriana e valle Cavallina. Alla rumorosa parata delle Ferrari e di altri marchi prestigiosi,  hanno fatto da contorno momenti di spettacolo e alcuni assaggi-aperitivo curati dai ragazzi della scuola alberghiera. Quello dell’associazione Amici dell’Oncologia valle Seriana e valle Cavallina è un prezioso e silenzioso lavoro svolto con la grande generosità che contraddistingue il volontariato.

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RETE ROSA

Nell’ambito degli incontri dedicati alla scuola della salute organizzati in Valle Camonica dall’ASL Valle Camonica Sebino, venerdì il centro congressi di Boario Terme ospiterà un convegno dedicato alla Rete Rosa, collaborazioni, percorsi e prospettive per il ben-essere della donna. Durante l’incontro verrà fatto un focus anche dalla violenza contro le donne.

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