SI COMPLICA IL GIALLO BOZZOLI

Continuano i colpi di scena nella già intricata vicenda legata alla scomparsa di Mario Bozzoli, l’imprenditore 50enne di Marcheno di cui non hanno più notizie dalle 19.15 di giovedì 8 ottobre. Questo venerdì in mattinata l’avvocato di parte civile della famiglia di Mario Bozzoli, Patrizia Scalvi, ha rinunciato all’incarico denunciando con forza la pubblicazione sulla stampa del verbale con le dichiarazioni di Irene Zubani, moglie di Mario Bozzoli, rese ai carabinieri durante la denuncia. Poiché i processi diventano ormai processi mediatici e la fuga di notizie, atto deplorevole e incosciente, non mira sicuramente all’accertamento della verità, come ha sottolineato l’avvocato Scalvi, che non condivide metodi e tempistiche che si sono verificati purtroppo anche in questo caso, ecco le dimissioni che sono destinate a creare prese di posizione anche negli ambienti dell’avvocatura e della magistratura. Se, infatti, non vi è più la certezza della riservatezza delle informazioni e delle testimonianze rese a verbale, fino alla fase del dibattimento in aula, è evidente, afferma ancora l’avvocato Scalvi, che le prove possono essere tutte inquinate e che soprattutto i testimoni decidano di non parlare. Nel frattempo le indagini sono proseguite nell’intera giornata di venerdì: il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno avrebbe dichiarato che si sta lavorando sul presunto omicidio con distruzione di cadavere. In particolare, si cerca di capire se nella fonderia ci siano pezzi di ossa o frammenti legati all’imprenditore. Nei giorni scorsi alcuni organi di informazione hanno riportato la notizia della perquisizione di Adelio Bozzoli, fratello di Mario e dei suoi due figli. Sullo sfondo c’è anche il giallo della morte di Giuseppe Ghirardini, operaio alle fonderie Bozzoli, uno degli ultimi ad aver visto Mario, scomparso da mercoledì 14 ottobre, il cui corpo è stato trovato senza vita in un boschetto di abeti e larici nella zona della Colonia accanto al torrente Arcanello alle case di Viso di Pezzo di Ponte di Legno domenica 18 ottobre attorno alle 14.00.

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INFORTUNIO A CEVO

Se l’è cava con una grande spavento e con una gamba rotta anche l’uomo che questa mattina, mentre lavorava in un campo, a Cevo, è rimasto vittima di un incidente con il suo trattore. L’uomo, un 75enne, si trovava in via Pineta quando ha avuto un problema con il trattore che si è ribaltato, schiacciandolo, ma per fortuna solo marginalmente. Avrebbe potuto andare peggio. Sul posto il 118, i vigili del fuoco volontari di Breno e l’elicottero di Brescia che ha trasportato il pensionato alla Poliambulanza. Le sue condizioni sono destano preoccupazione.

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18ENNE SPACCIA SUL PULLMAN

Pizzicato mentre cede due dosi di cocaina ad alcuni giovani su un pullman di linea diretto in una discoteca della bassa. Così è finito nei guai un 18enne camuno, una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. L’operazione è dei carabinieri di Pisogne e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Breno. Il giovane camuno è stato colto in flagranza di reato proprio mentre cedeva, a bordo di un pullman di linea, due dosi di cocaina e giovani della zona. A bordo del mezzo pubblico numerosi ragazzi che stavano raggiungendo una nota discoteca della bassa.  Nel corso delle successive perquisizioni personali degli altri 52 giovani trasportati sul veicolo, sono stati sequestrati un altro grammo di cocaina, 10 grammi di marijuana, 2 grammi di hashis che tre ragazze residenti nelle province di Brescia e Bergamo avevano con sé per uso personale. Le tre giovani sono state segnalate, il 18enne camuno, invece è stato sottoposto a giudizio. Il giudice ne ha convalidato l’arresto disponendo per lui gli arresti domiciliari. Altri arresti sono stati portati a termine in altre operazioni di controllo contro lo spaccio di sostanze stupefacenti in altre zone della provincia. I carabinieri di Verolanuova hanno fermato un 24enne residente in provincia di Torino mentre cedeva una dose di MDMA ad un minorenne all’interno della discoteca Florida di Ghedi: in suo possesso è stato ritrovato un vero e proprio bazar degli stupefacenti, in quanto disponeva, oltre che di altre 7 dosi di MDMA anche di 9 dosi pronte alla vendita di hashish. Durante il servizio è stato individuato anche un altro giovane, residente in provincia di Milano, che all’interno della medesima discoteca è stato trovato in possesso di 26 dosi di ketamina e che quindi sarà denunciato alla Procura della Repubblica per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.Entrambe le operazioni sono state portate a termine anche grazie alle collaborazione del personale di sicurezza della discoteca stessa. Il puscher torinese ha patteggiato un anno. Sempre i carabinieri di Verolanuova nei giorni scorsi hanno fermato tre rumeni che aveva rubato piumini in un mega store della zona.

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INCENDIO ALLA TECNOPARTS DI NIARDO

Incendio questa mattina all’alba nel capannone della ditta Tecnoparts di Niardo di via dell’Artigianato 22, di proprietà dell’imprenditore Gianluigi Luna. I dipendenti che stavano per entrare in azienda per il turno delle 6.00 si sono trovati davanti i vigili del fuoco giunti da Darfo con un APS ed un’autobotte con i loro colleghi di Breno con un’APs che stavano già operando. L’allarme, infatti, era stato lanciato dai dipendenti di aziende vicine che avevano notato un fumo nero uscire dal capannone. Immediata la percezione del rischio: infatti l’azienda è specializzata nella produzione di guarnizioni in gomma e la quantità di fumo che si stava sprigionando stava ad indicare che l’incendio era ormai di vaste proporzioni. Immediato l’allarme dunque ai Vigili del fuoco che, grazie alla vicinanza del distaccamento di Breno ed al supporto da Darfo, sono riusciti a spegnere l’incendio e ad evitare danni maggiori. Infatti il fuoco ha distrutto due presse mentre altre due sono state danneggiate ma sostanzialmente risparmiate grazie all’azione di contenimento delle fiamme. I danni alla struttura sono notevoli: vetri rotti e danneggiamenti ai sistemi di distribuzione dei servizi, soprattutto elettrici. L’incendio, secondo una prima ricostruzione, potrebbe essere partito dal quadro elettrico che era stato comunque realizzato secondo criteri moderni ed era costato quasi 100.000 euro. Distrutta gran parte della produzione di gomma accatastata all’interno, oltre ad utensili e accessori di lavorazione, suppellettili e altro materiale stoccato. Una prima stima del danno complessivo si avvicina alla cifra di circa 300.000 euro. Il proprietario non ha potuto fare altro che constatare quanto accaduto, attivando da subito le procedure per le denunce del caso. Le operazioni di spegnimento, smassamento del materiale accatastato all’interno dello stabile di via dell’Artigianto 22 e la messa in sicurezza della zona si sono concluse attorno alle 8.00

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CANTAMESSA MEDAGLIA D’ORO

L’ ufficialità è stata data dal sindaco di Trescore, Donatella Colombi, nelle sue comunicazioni in apertura del Consiglio comunale: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha assegnato la Medaglia d’oro al valor civile alla memoria della dottoressa Eleonora Cantamessa. «Per l’appassionata dedizione alla propria missione di medico, riporta la missiva, per la quale non esitava a fermare, in piena notte, la propria autovettura, al fine di soccorrere un uomo che, ferito gravemente nel corso di una rissa, giaceva esanime a terra. Mentre prestava assistenza veniva travolta mortalmente da un’autovettura, i cui occupanti erano coinvolti nella stessa Cantamessa medaglia d’ oro al valor civile. Mirabile esempio di altruismo, straordinaria solidarietà umana e altissima dedizione professionale, spinti fino all’estremo sacrificio». Con la Medaglia d’oro, lo Stato premia «atti di eccezionale coraggio» e «cittadini che abbiano esposto la propria vita a manifesto pericolo per salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo». Le onorificenze vengono conferite con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno. Il riconoscimento ad Eleonora Cantamessa, è una delle cinque Medaglie d’oro assegnate dalla Presidenza della Repubblica nel corso di quest’anno. Nell’ occasione il presidente Mattarella ha firmato la Medaglia d’oro anche alla memoria di don Giuseppe «Pino» Puglisi, il quale «sacrificava la propria vita senza piegarsi alle pressioni della criminalità organizzata. Mirabile esempio di straordinaria dedizione al servizio della Chiesa e della società civile, spinta fino all’estremo sacrificio», ucciso dalla mafia il 15 settembre dell’ormai lontano 1993 a Palermo. A nemmeno due anni dalla morte, invece, il 26 agosto 2015 è arrivata per Eleonora Cantamessa la massima onorificenza dello Stato italiano. «L’annuncio, che ho accolto con grande gioia – spiega il sindaco Colombi – mi è stato dato dal prefetto Francesca Ferrandino, che mi ha chiesto di stabilire una data per la consegna della Medaglia d’oro ai genitori di Eleonora. Ho scelto il 20 novembre, Giornata mondiale dell’infanzia. La dottoressa, come tutti sappiamo, ha dedicato la sua vita a curare le donne, le mamme e a far nascere bambini. E io conservo come ultimo suo ricordo, quello della sera prima della tragedia: ci eravamo incontrate e avevamo parlato di bambini, del suo desiderio di poterne avere, della sua professione che svolgeva con una passione indicibile. Ho invitato tutta la popolazione alla cerimonia del 20 novembre che stiamo predisponendo, tutta la comunità di Trescore deve andare orgogliosa di questa donna, del suo sacrificio e della Medaglia d’oro che lo Stato ha deciso di donarle alla memoria».

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