TRAGEDIA SUL CORNO DI GREVO

Che la montagna fosse la sua passione, non vi sono dubbi, basta curiosare sul suo profilo facebook, foto di montagna e poi ancora foto di montagna. E non escursioni per tutti, le vette raggiunte sono anche di una certa difficiltà. La montagna se l’è ripreso questo venerdì. Aveva 41 anni, una grande passione per le vette e non era uno sprovveduto, Tommaso Tommy per gli amici Facchi, l’alpinista di Casazza morto questo venerdì mattina durante un’escursione nella zona del Corno di Grevo, in Valsaviore, sopra il Forcel Rosso e la Valle Adamé, verso il confine con il Trentino. Ha fatto un volo di oltre 200 metri. Alcuni testimoni lo hanno visto precipitare e hanno chiesto subito soccorso. Sul posto l’eliambulanza del 112 da Brescia, per il recupero del corpo tramite il verricello da parte del tecnico di elisoccorso del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Un’operazione difficile vista la zona molto impervia dove hanno operato anche i tecnici della stazione di Edolo e della media Valle Camonica della quinta delegazione del Soccorso Alpino. Erano pronti per partire anche i SAGF della Guardia di Finanza di Edolo. Pareva, infatti, che con l’escursionista ci fosse anche una donna, questo stando alle prime segnalazioni, quindi gli uomini del soccorso alpino, per sincerarsi che nell’incidente non fosse coinvolto nessun altro, elitrasportati in quota, hanno perlustrato le vie ed in canali tutto attorno. Altri hanno effettuato controlli dalle cresce. E invece, per fortuna, non ci sono altre persone coinvolte. La donna vista in zona non era con Facchi. La salma del 40enne, una volta recuperata, è stata trasportata all’ospedale di Esine a disposizione dell’autorità giudiziaria. Difficile stabilire che cosa sia successo, gli altri escursionisti lo hanno solo visto precipitare. E’ probabile però che Tommaso Facchi fosse già uscito dalla ferrata che termina a 50m circa di dislivello dalla cima del Corno di Grevo (2830 metri di quota) che deve essere raggiunta in arrampicata e camminata su granito. Era ben attrezzato, con kit da ferrata e casco, ma purtroppo il volo per alcune centinaia di metri non gli ha lasciato scampo. Celibe, Tommaso Facchi viveva a Casazza dove lavorava in un ingrosso di frutta e verdura. Il papà è morto da qualche mese. Lascia la mamma che era partita proprio questa mattina per raggiungere la Svizzera dove vive la sorella di Tommaso (anche lei vedova da poco) e dove le due donne sono state raggiunte dalla drammatica notizia. La notizia della tragedia è rimbalzata nel pomeriggio anche a Casazza dove Tommaso era molto conosciuto. Alpino ed avisino, tutti sapevano della sua grande passione per la montagna e tutti lo stimavano.

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SEQUETSRATI 11 KG DI COCAINA

Gli investigatori del G.I.C.O. – Sezione G.O.A. del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia hanno arrestato un 44enne italiano residente a Trezzo sull’Adda (MI). L’accusa è aver concorso nella detenzione di 11 kg di cocaina e di una pistola Beretta rubata e relativo munizionamento, droga sequestrata in un cascinale. L’attività rientra nell’ambito dell’operazione denominata "REFRESH 2014", per la quale, nei mesi di maggio e giugno 2015, erano già stati tratti in arresto 5 albanesi dediti al traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione, diretta dalla Procura della Repubblica di Brescia, da febbraio ad oggi ha interessato le province di Brescia, Bergamo, Milano, Piacenza, Parma, Perugia e ha consentito di risalire ai vertici dell’organizzazione criminale che era in grado di smerciare almeno 20 chilogrammi di cocaina a settimana, con un giro d’affari di oltre 5 milioni di euro mensili.

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ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA SP5

La strada provinciale 5, la Malegno-Borno, sarà allargata in località Besseto, a Malegno e anche il marciapiede sarà completato. I lavori, per un importo complessivo di 200 mila euro, hanno l’obiettivo di incrementare la sicurezza lungo la strada di collegamento tra il fondo valle e l’Altopiano del Sole, che vede il passaggio anche di molti turisti. L’accordo di programma, che impegna la Provincia di Brescia con 100 mila euro, la Comunità Montana di Valle Camonica con 44 mila euro e il comune di Malegno con 50 mila euro, è stato sottoscritto questo venerdì mattina a Breno. Presente il presidente della Provincia di Brescia Pierluigi Mottinelli, l’assessore ai lavori pubblici della Comunità Montana di Valle Camonica Fabio De Pedro e i sindaci dei comuni di Malegno, Ossimo, Lozio e Borno che metteranno 2000 euro ciascuno.  Il progetto prevede l’allargamento a monte della sede stradale con il conseguente ampliamento del marciapiede che consente di collegare la recente area di espansione in località Besseto a Malegno, con l’abitato. Il Comune di Malegno si impegna a progettare, appaltare e realizzare l’intervento in tutte le sue fasi. Altri 70 mila euro il comune di Malegno li metterà per sistemare il collegamento fognario in via Aldo Caprani. Inoltre si impegnerà a realizzare nel tratto interessato dai lavori, a proprie spese, una nuova fognatura per la raccolta delle acque reflue.

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IL SEBINO LOTTA CONTRA LA SICCITA’

-40 cm dallo zero idrotermico anziché – 30. Questo il livello a cui scenderà il Sebino, grazie alla deroga concessa al Consorzio dell’Oglio dall’Autorità di Bacino, per permettere a tutti gli agricoltori, a turno, di irrigare i campi, soprattutto nella bassa. La stagione irrigua è cominciata molto presto, il primo di giugno e ha richiesto sempre più acqua per via del caldo da record di luglio e per via dell’assoluta assenza di pioggia. Il Sebino però, al contrario dell’anno scorso quando dopo mesi di pioggia ininterrotta, a quest’ora si monitoravano i livelli di guardia, oggi appare sempre più basso. Infatti il livello è sceso già a -10. La lunga stagione irrigua e il fabbisogno di acqua delle culture agricole, le elevate temperature di luglio, l’assenza di precipitazioni che ha prosciugato corsi d’acqua e fiumi e la costante diminuzione, pari al 14% negli ultimi 15 anni, dell’apporto di acqua proveniente dallo scioglimento dei ghiacciai, sono tutti fattori che hanno concorso all’abbassamento del livello del Sebino. Enel da un lato ha dato la propria disponibilità ad aprire i rubinetti di dighe e centrali in quota per garantire un maggiore apporto di acqua e fare fronte all’emergenza, e dall’altro lato l’Autorità di Bacino ha concesso la deroga al Consorzio dell’Oglio che quindi può pensare di scendere di altri 10 cm sotto la soglia minima stabilita sempre facendo riferimento allo 0 idrometrico rilevato a Sarnico.  Il livello dell’Oglio alla diga di Sarnico oscilla sullo zero:  la discesa quotidiana, per garantire il deflusso minimo vitale del fiume, pur tagliando del 40% l’acqua per la campagna, è di 2,5 centimetri.  L’obiettivo del Consorzio è quello di soddisfare da una parte le esigenze dell’agricoltura e dall’altra quelle del lago, dei turisti, degli operatori turistici, dei bagnanti. Per questo non farebbe male, a questo punto, qualche giorno prolungato di pioggia. Per risolvere la situazione certamente non bastano un paio di temporali estivi. Chi frequenta il lago si è sicuramente accorto dell’invasione delle alghe, soprattutto l’alga filiforme che prolifera da anni nel lago d’Iseo. Ne sono invase soprattutto le spiagge e le rive. Persino i battelli spazzini non sanno più come smaltirla.  Nel frattempo il Consorzio dell’Oglio sta lottando per scongiurare il prelievo di acqua dal Sebino paventato dall’Autorità di Bacino per rimpinguare il Po a secco, così come proposto al Lago di Garda. Si tratta della cosiddetta “guerra dell’acqua” che si combatte su un delicatissimo equilibrio giocato sul filo dei flussi di emissari ed immissari che rischia di andare in tilt da un momento all’altro, danneggiando gli ecosistemi dei laghi e, più a valle, compromettendo il raccolto delle coltivazioni intensive della Bassa.

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PANTERA, CONTINUA IL TORMENTONE

Eccola di nuovo. La pantera, diventata il vero e proprio tormentone dell’estate, sarebbe stata avvistata di nuovo. Ancora a Provaglio d’Iseo e ancora di notte. Un giovane fornaio del paese, nella notte fra mercoledì e giovedì si sarebbe trovato quasi a tu per tu con il felino: era da poco passata la mezzanotte e l’uomo stava lavorando nel panificio quando ha sentito un rumore provenire dal vicolo. Si sarebbe affacciato e avrebbe scorto un’animale che frugava fra i rifiuti e che è scappato ad una velocità incredibile. Secondo il fornaio, l’animale era davvero grosso e scuro ed è stato naturale, visti i numerosi avvistamenti di questi giorni, pensare alla pantera. L’avvistamento precedente infatti si era verificato sempre a Provaglio. Anche in questo caso un uomo aveva scorto un grosso animale che frugava fra i rifiuti di notte. Per risolvere il mistero della pantera del Sebino, sono al lavoro le forze dell’ordine e il Corpo Forestale che stanno visionando i filmati delle telecamere posizionate nel paese di Provaglio. Proprio dai filmati sarebbe emerso che l’animale in questione, sarebbe di piccola taglia, quindi giovane, forse un cucciolo di pantera, spaventato dall’uomo. Nelle Torbiere dove il felino è stato avvistato la prima volta, sono state posizionate due gabbie con delle esce e con delle telecamere. Nel frattempo la riserva naturale rimane chiusa. Forestale, Lega protezione animali, carabinieri, con discrezione, hanno intensificato i controlli e aggiunto qualche trappola. Se ci fossero altri avvistamenti nel fine settimana si potrebbe pensare ad una battuta di ricerca, ma nessuna conferma ufficiale arriva né dalle forze dell’ordine, né dal sindaco di Provaglio Marco Simonini, che mantengono il massimo riserbo anche riguardo ai filmati delle telecamere che sono stati visionati a tecnici competenti e affidati carabinieri. “Qualsiasi cosa sia, speriamo di trovarla in fretta”- commenta Edilberto Rinaldi, presidente delle Torbiere. “L’impegno messo in campo per la ricerca dell’animale è oneroso anche sul piano economico.

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IN CAMMINO PER IDE A E NINO

Da Artogne a Gianico fiaccole in mano per dire che la storia di Ida e Nino Agostino cui il presidio di Libera Valle Camonica è intitolato, non può essere dimenticata, che anche queste due vittime di mafia devono avere giustizia che non si può tacere sul fenomeno, che si vuole un mondo dove la legalità è al centro. Anche quest’anno, il 5 agosto è stata l’occasione per riportare in primo piano anche sul nostro territorio queste storie e questi valori. E’ di queste settimane la notizia di una nuova riapertura delle indagini. La speranza di Libera, ma anche dei familiari di Ida e Nino – Antonino, il padre di Nino da anni non taglia la sua bianca barba in segno di protesta – è che sia la volta buona per far luce su questa vicenda e sulla sparizione di un altro collega di Nino svanito nel nulla. Ma Libera di Valle Camonica ha voluto ricordare anche altre vittime della mafia, anche quelle poco lontano da noi, perché nonostante siano ancora in molti a pensare che la mafia è lontana dalle nostre valli, non è così. Un lungo serpentone di fiaccole ha mosso da Artogne verso Gianico per dire no alle mafie, per ricordare Ida e Nino e la loro storia senza giustizia, per ribadire che anche noi siamo preoccupati per le infiltrazioni mafiose anche se sembrano – e solo sembrano – così lontane da noi. Prima di partire, il saluto di Libera, dei sindaci di Artogne e Gianico che poi hanno aperto il corteo dietro ai bambini che hanno portato lo striscione. Un acero verde sarà piantato nei giardini di Artogne – nel periodo giusto per non farlo morire – per ricordare questa serata. Una serata davvero singolare. Il cammino, fra le vie di Artogne e poi verso Gianico è servito anche a far vedere che c’è l’associazione, che non bisogna aver paura. Una volta giunti al santuario di Gianico la serata si è conclusa con momenti di riflessione, di canto e di sano stare insieme.

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