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pubblicato da novibrancato
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PICCOLA DI 2 ANNI MUORE DOPO L’INCIDENTE

L’incidente di domenica pomeriggio ha avuto un epilogo tragico. La bimba, che avrebbe compiuto 2 anni il 29 agosto, era rimasta ferita gravemente in uno schianto in auto alle 15,30 in viale Europa a Ponte Nossa, quando la Mercedes Classe A guidata dal papà di 35 anni di Nembro è andata a sbattere violentemente contro il muretto che delimita l’area del deposito Sab all’imbocco del ponte che attraversa il Serio e porta verso l’ex cotonificio De Angeli-Frua dopo essere stata deviata dal guard-rail. L’auto procedeva verso Bergamo proveniente da Clsuone. Il primo soccorritore è stato un ciclista, membro del Corpo volontari Presolana che stava transitando ed è accorso in aiuto del conducente ferito ma, accortosi che la figlioletta era in condizioni più gravi, ha concentrato su di lei i suoi interventi di rianimazione, finché è giunta sul luogo l’ambulanza del 118. La piccola è stata ricoverata con il papà a Bergamo, dove lunedì 3 agosto alle 15 è sopraggiunta la morte cerebrale. Il pm deciderà se disporre o meno l’autopsia sul corpo della bambina, anche se l’assenza di ferite da traumi contro vetri e il fatto che, come riferito dai primi soccorritori, la bimba fosse regolarmente seduta sul suo seggiolino, sul sedile posteriore e trattenuta dalla cintura di sicurezza, fanno ricondurre la morte della piccola al contraccolpo dovuto alla forte decelerazione con probabile trauma midollare. Mamma e papà hanno dato il consenso alla donazione degli organi della piccola. Contro il padre è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo: si tratta di un atto dovuto. Anche la Mercedes Classe A del trentacinquenne, che rimane ricoverato in osservazione al Papa Giovanni XXIII per i traumi riportati nell’incidente, è stata sottoposta a sequestro.

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IRREGOLARE UNO SCONTRINO SU DUE

190 irregolarità a fronte di 384 controlli. Le ha riscontrate negli ultimi tre mesi la Guardia di Finanza di Brescia impegnata in controlli negli esercizi pubblici per l’emissione di scontrini e ricevute fiscali. Uno su due non è regolare. I controlli sono stati fatti in diverse zone e in diverse fasce orarie della giornata e hanno riguardato vari esercizi operanti in diversi settori commerciali. L’intensificazione dei controlli s’inquadra nell’ambito della costante azione delle Fiamme Gialle per verificare l’osservanza delle norme sull’emissione dei documenti fiscali obbligatori.

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SALVI DUE ESCURSIONISTI

Li hanno trovati sani e salvi, in piena notte, ma le operazioni per raggiungerli sono state piuttosto complesse. Intervento dei tecnici del Soccorso Alpino nella notte sui monti della Valle Camonica, fra Braone e Ceto. Hanno recuperato sani e salvi due giovani, un ragazzo e una ragazza intorno ai vent’anni, residenti nella Bassa Bresciana; erano diretti verso il Rifugio Prandini ma hanno perso il sentiero. Stanotte, poco prima dell’1.30, alcune persone hanno avvistato delle luci nei boschi nella zona della cresta che fa da spartiacque tra i Monti di Braone e la Val Paghera di Ceto. Hanno sentito anche grida in lontananza e allora, immediatamente hanno lanciato l’allarme. Sono subito partite le squadre territoriali della V Delegazione Bresciana, la Stazione di Breno, con otto tecnici. Hanno formato due gruppi che hanno intrapreso due differenti direzioni. Una delle due squadre ha quindi individuato i ragazzi, affaticati e spaventati. Erano incrodati in una zona molto impervia, nei pressi di alcuni salti di roccia. Raggiungerli è stato particolarmente difficile, sia perché tutto l’intervento si è svolto in notturna, sia per la conformazione del terreno, scosceso e ostile. I soccorritori sono saliti dal basso e poi hanno portato i ragazzi più in alto, in una posizione di maggiore sicurezza. Insieme hanno atteso l’alba e non appena possibile è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza da Como, che li ha recuperati con il verricello; dal punto in cui si trovavano, li ha trasportati in Val Paghera. Si è trattato di un’operazione complessa, per riuscire a individuarli e soprattutto per raggiungerli: le due persone soccorse non erano ferite, però erano infreddolite per la temperatura più bassa rispetto ai giorni scorsi,  e si trovavano in un luogo che presentava parecchi rischi.

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DIVERSI AVVISTAMENTI

Non si ferma il giallo della pantera in provincia di Brescia. La questione, è inutile dirlo, sta facendo anche parecchio sorridere. Sembra, infatti, una di quelle leggende metropolitane o storie estive che dir si voglia, ma intanto continuano anche gli avvistamenti, dopo quello di venerdì nella Torbiere di Iseo, che sono rimaste chiuse per un paio di giorno, ieri sembra che il grosso felino sia stato avvistato a Cortefranca, e l’ultima volta nella notte fra lunedì e martedì a Provaglio. L’ultima segnalazione è arrivata al 112. Chi ha chiamato il numero d’emergenza ha detto di averla vista aggirarsi in paese dove ovviamente numerosi pattuglie dei carabinieri hanno effettuato una serie di perlustrazioni senza per altro trovare traccia del felino. Stanno ora visionando i filmati delle telecamere di sicurezza sparse per il paese. Intanto è comparsa anche una fotografie, non molto chiara, scattata pare nella boscaglia a Cortefranca dove si vede un animale nero molto grosso che potrebbe però essere anche un cane. Il giallo ed il mistero continuano.

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GRAZIE BRENO

Grazie Breno per non aver risposto alle provocazioni ed aver mantenuto la protesta su toni civili senza rispondere alle provocazioni e senza far degenerare la situazione. All’indomani della manifestazione organizzata in Bazena domenica scorsa da un gruppo di animalisti contro il malgaro Romelli e suo figlio, che gestiscono in zona una malga comunale, che lo scorso anno hanno ucciso a bastone il cane Moro e che sono stati sorpresi a farlo da un fotografo che ha scattato alcune foto e le ha inviate ai giornali locali sollevando il caso, il sindaco di Breno Sandro Farisoglio, con un comunicato giunto in queste ore in redazione ha voluto sottolineare come “Ancora una volta Breno, in questa occasione la località Bazena che è stata meta di gruppi di protestanti animalisti che non hanno fatto altre che offendere, insultare e provocare" ha mantenuto un atteggiamento corretto. I brenesi presenti – sottolinea il primo cittadino – non si sono prestati a un inutile e possibile scontro, ma hanno risposto alle provocazioni degli animalisti cantando in coro canzoni allegre.
 Come brenese e come sindaco del paese sono fiero dei miei concittadini, hanno dimostrato di essere delle belle persone, scrive Sandro Farisoglio. Noi brenesi – conclude – siamo capaci di prendere le distanze da chi conosce solo parole offensive, minacciose e provocatorie. Siamo capaci di ignorare le strumentalizzazioni, forti nella consapevolezza che ognuno va tutelato nel rispetto della legge, che il nostro territorio va apprezzato per le sue grandi potenzialità e che tutti insieme possiamo tendere a un continuo miglioramento. La protesta contro la barbara uccisione del cane Moro era già montana un anno fa quando gli animalisti avevano organizzato una manifestazione in quel di Breno. Il fatto, non aveva lasciato indifferente nessuno e aveva avuto una grande eco mediatica anche a livello nazionale. Ora è la giustizia che deve fare il suo corso. Il sostituto procuratore Roberta Amadeo, titolare dell’inchiesta, ha infatti emesso un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Giacomo Romelli, 50 anni, e del figlio 18enne Domenico con l’accusa di uccisione di animale in concorso. L’udienza però non è ancora stata fissata. Padre e figlio rischiano da 4 mesi a 2 anni.

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