MUORE SCHIACCIATO DAL TRATTORE

Erano da poco passate le 18 del pomeriggio di ieri., lunedì 27 luglio, quando in una villetta di via Nazionale 99 nella frazione di Lombro di Corteno Golgi si è verificata una tragedia: Nino Pedrazzi di 27 anni, stava lavorando al suo mezzo meccanico agricolo all’interno del garage nel seminterrato di casa, aveva alzato il cassone e stava facendo una manutenzione quando all’improvviso il cassone metallico gli è piombato addosso. Il rumore ha richiamato la mamma di Nino che era passato nel garage qualche minuto prima: la donna si è trovata di fronte alla scena orribile del figlio schiacciato dalla pesante ribalta in ferro: ha iniziato a chiamare aiuto ed immediatamente sono accorso la nonna e la sorella con alcuni vicini tra cui una infermiera che ha iniziato le prime manovre di rianimazione. I soccorritori hanno estratto nino dal cassone che lo teneva imprigionato, ma ogni tentativo di rianimarlo è stato vano: anche l’equipaggio dell’ambulanza del 118 da Edolo e dell’elicottero giunto da Sondrio non hanno potuto fare nulla. Verso le 19.00 il medico di bordo ha constatato definitivamente la morte del giovane. L’esatta dinamica dei fatti è la vaglio degli agenti della Polizia stradale di Brescia giunti sul posto con due pattuglie: una era in servizio in zona e l’altra è giunta in supporto. Con loro anche i vigili del fuoco volontari di Edolo che hanno operato sul luogo della tragedia per quanto di propria competenza. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, che dovrà comunque essere confermato dalle indagini in corso, pare che Nino, tornato dal lavoro presso la Centrale Enel di Cedegolo dove era stato assunto da poco più di un un anno, volesse sistemare il mezzo agricolo, un trattore con cabina e cassone, che aveva qualche noia alla pompa dell’olio: avrebbe alzato la ribalta ponendo come fermo un bastone. Forse una inavvertenza o forse la rottura del bastone, avrebbero fatto cadere pesantemente la ribalta di ferro sul torace di Nino che stava ispezionando l’ingranaggio di trasmissione. Sul posto sono giunti molti abitanti della zona: la notizia, infatti, si è sparsa in pochi minuti. Il parroco di Corteno, don Alessandro Nana, ha assistito la famiglia fino a quando, a cura dell’impresa di pompe funebri Bera di Corteno Golgi, la salma è stata trasferita ieri sera all’obitorio dell’Ospedale di Edolo e questo pomeriggio ha fatto rientro nell’abitazione in via Nazionale 99 a Lombro di Corteno Golgi dove questa sera alle 20.00 la comunità si riunisce in preghiera. Nino lascia il padre Daniele, che lavora in Svizzera e che è rientrato in serata a casa, la mamma Maria Candida e le sorelle e Katia e Chiara e la sua ragazza di 24 anni. Nino aveva studiato al Meneghini di Edolo: in queste ore tanti amici del posto, compagni di lavoro e di scuola, la famiglie della comunità cortenese hanno iniziato il mesto pellegrinaggio per portare conforto alla famiglia distrutta dal dolore. Domani alle 16.00 il funerale partendo dall’abitazione per raggiungere la chiesa parrocchiale di Corteno: Nino sarà sepolto nel cimitero accanto.

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LA CISL BRESCIA SULLA SANITA’

La Cisl Brescia-Vallecamonica, a seguito dell’incontro Organizzazioni Sindacali Regionali nell’incontro di Venerdì 24 Luglio sugli assetti della Sanità in Vallecamonica, ha puntualizzato in un documento diffuso in queste ore a forma di Francesco Diomaiuta, Segretario Cisl Brescia, la necessità di valorizzando e strutturando la sperimentazione fin qui gestita, programmando criteri di finanziamento che tengano conto della morfologia territoriale. La preoccupazione logistica legata alle strade sottolinea il fatto che da Darfo a Sondrio occorrono circa 2 ore di percorrenza con viabilità senza intoppi e senza il problema della neve in inverno. Ci sarebbe poi anche un DRG per mobilità passiva obbligata verso le città con pagamenti importanti a carico dell’Azienda Ospedaliera alle strutture Ospedaliere cittadine di riferimento mai si potranno avere in montagna le specialità che invece sono presenti con aggravio di spese generali non calcolabili preventivamente. Il documento Cisl cita La legge Regionale 15/98, con una felice intuizione ed in deroga alla legge 31/97, che disegnava per laVallecamonica la sperimentazione di una ASL unica sul territorio Regionale contemporaneamente le funzioni delle ASL ma anche la gestione dell’Ospedale di Vallecamonica (2 Ospedali :Esine e Edolo). La sperimentazione di Vallecamonica, continua la Cisl, diventa oggi il riferimento ma pare che nel disegno di legge di riforma, perda la sua specificità. Dopo l’incontro tra i Sindaci Camuni e il Governatore Maroni sembrerebbe confermata questa previsione. LA Cisl si chiama fuori dal sistema delle nomine dei Direttori o dei dirigenti. Le preoccupazioni, continua la nota sidnacale, attengono all’erogazione dei servizi, al presidio sanitario del territorio di Vallecamonica alla risposta ai bisogni dei cittadini della Valle e a quelli che la abitano occasionalmente. La felice intuizione di una gestione unitaria di Ospedali e Territorio ha garantito, fino ad oggi, anche grazie alla professionalità di tutti gli operatori, servizi sanitari efficaci. Certo tante sono le criticità da affrontare e risolvere, ma un conto è farlo in un confronto di territorio altro è farlo da periferia di un altro territorio. Ciò che fino ad oggi ha ostacolato un salto di qualità è principalmente il sistema di finanziamento che ha utilizzato , per dare risorse alla Sanità di montagna , gli stessi criteri della Sanità di pianura, penalizzando e non poco un territorio, come quello Camuno, con una disastrosa viabilità secondaria, con Valli laterali e Comuni di gronda difficilmente raggiungibili (in inverno per la neve, in estate per le frane). Il documento della Cisl brescia-Vallecamonica conclude con un auspicio affinché si si rivisiti la proposta di legge recependo le istanze provenienti anche dalla Cisl stessa che che propone quindi che vada ricercata una formula per la gestione autonoma della Sanità in Vallecamonica .

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VALBONDIONE: APERTO IL CENTRO PARCO

Taglio del nastro per la prima rete di Centri Parco, inaugurata nelle scorse ore a Valbondione alla presenza del presidente del Parco delle Orobie bergamasche, Yvan Caccia, del sindaco di Valbondione, Sonia Simoncelli, del Sindaco di Valgoglio, Eli Pedretti e di altre autorità locali.
La rete, realizzata per volontà del Parco delle Orobie bergamasche, Parco della Grigna settentrionale e Parco Orobie valtellinesi e finanziata da Regione Lombardia, fa parte del progetto “I Parchi verso EXPO 2015 – Valorizzazione turistico-ricreativa delle aree protette montane”, iniziativa nata per valorizzare la naturalità del territorio, garantendone l’equilibrio ambientale e la biodiversità attraverso il recupero di strutture preesistenti.

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