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pubblicato da luanabellicini
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SI RIBALTA CON IL TRATTORE AD ANFURRO

Forse la pendenza ha giocato un brutto scherzo al 55enne di Anfurro che questo giovedì pomeriggio è stato protagonista di un incidente con il suo trattore. L’uomo, che vive ad Anfurro, stava effettuando alcuni lavori presso la sua cascina che si trova a circa 1100 metri di altitudine, nei boschi della zona del Dosso Sessa, ad una decina di minuti in macchina dal centro della frazione di Angolo Terme. Qualcosa però nel primo pomeriggio di questo giovedì è andato storto e il trattore che stava guidando, si è improvvisamente ribaltato. Il 55enne è rimasto sotto il mezzo, schiacciato dal peso del trattore. Immediato l’allarme al 118 che vista la zona impervia, ha mandato sul posto l’eliambulanza giunta dal Civile di Brescia che però non si è potuta avvicinare a causa del vento forte. Per raggiungere la zona impervia in cui il trattore si era ribaltato, è stato necessario l’intervento del soccorso alpino. Quattro tecnici di una squadra territoriale della V delegazione bresciana, sezione di Breno, sono così giunti sul posto con la jeep e hanno raggiunto il luogo dell’incidente con il defender, recuperando l’infortunato insieme ai sanitari del 118. Il 55enne è sempre rimasto cosciente, è stato stabilizzato ed imbarellato e poi accompagnato all’eliporto di Angolo Terme dove è stato preso in carico dall’equipe medica e portato in ospedale a Esine. Ha riportato serie ferite agli arti inferiori.  Non è in pericolo di vita.

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’NDRANGHETA E GIOCO ILLECITO AD ALZANO

Luca Battista Gagni, 44 anni, originario di Bergamo e residente a Costa di Mezzate, amministratore unico del Punto scommesse Eurobet di Alzano, in via IV Novembre, è stato arrestato nel corso di una maxi operazione contro il gioco illecito on line, messa in atto dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che ha portato complessivamente a 28 arresti, 13 ai domiciliari, 5 divieti di dimora, 5 obblighi di firma, oltre al sequestro di 11 società estere, 45 italiane, 1.500 punti scommesse, 82 siti nazionali e internazionali e diversi immobili per un valore di oltre 2 miliardi di euro.  Le indagini hanno avuto inizio a seguito dalla denuncia del titolare di un centro scommesse, obbligato ad accettare modalità di gioco illegali che prevedevano che i clienti potessero puntare in contanti o con assegni direttamente in agenzia.  A gestire l’ organizzazione quale principale autore del riciclaggio del denaro della ’ndrangheta, era Mario Gennaro, dominus della BetuniQ, azienda del settore scommesse che gestiva insieme a Domenico Lagrotteria. Un ingegnoso ma semplice meccanismo.  Da Malta, dove aveva la sua base operativa e dove  ieri è stato arrestato Mario Gennaro, la sua società metteva a disposizione i propri conti per le giocate on line dei clienti, che non erano obbligati ad aprire un conto proprio ma potevano usare quello della società estera, pagando e riscuotendo le vincite in contanti, in spregio alle norme di legge. Un sistema con cui i clan hanno potuto evadere il fisco per somme astronomiche e riciclare ingenti quantità di denaro sporco. In ogni zona del territorio nazionale  Gennaro aveva un referente, il cosiddetto «master» che proponeva o imponeva, l’apertura di punti raccolta delle scommesse ad attività commerciali già presenti o da aprire ex novo. Luca Battista Gagni sarebbe stato appunto il «master» dell’Italia settentrionale. Per queste ragioni la Guardia di finanza ha messo i sigilli al Punto scommesse di Alzano, perquisito la sua villa di Costa di Mezzate e sequestrato le società a lui collegate.

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ATTESI 30 MIGRANTI A CASTIONE

Che in Alta Valle Seriana trovino ospitalità più richiedenti asilo, rispetto ad altre zone della provincia di Bergamo è ormai cosa nota, non lo era altrettanto, almeno fino a poche ore fa, l’ arrivo a Castione della Presolana di una trentina di migranti ospitati a Villa Jesus, struttura messa a disposizione dalla parrocchia di Santa Maria Immacolata delle Grazie a Bergamo, la cui accoglienza sarà gestita della Caritas Diocesana. Il sindaco Mauro Pezzoli ha spiegato, dopo l’ incontro di martedi sera in via Tasso, che la Prefettura sta cercando di trovare alloggio a 170 migranti sistemati provvisoriamente nelle palestre di Romano, Presezzo, Filago e Bergamo, strutture queste che dovranno essere liberate entro la metà di agosto, per consentire il regolare inizio dell’ anno scolastico. Pezzoli ha ribadito che  il governo centrale non sta facendo nulla per velocizzare le pratiche di valutazione dello status di rifugiato politico o di profugo, lasciando persone con difficoltà in strutture per lunghi ingiustificati periodi di inattività. Si pensi che i tempi medi superano l’anno, ma che arrivano spesso a due e anche di più per chi fa ricorso. Il tutto per il riconoscimento di uno status che automaticamente farebbe selezione tra chi ha diritto e chi no.
Insomma una situazione che nella sua criticità potrebbe creare qualche riflesso alla stagione turistica pronta ad entrare nel vivo. Nei giorni scorsi  all’ombra della Presolana si sono toccate punte superiori alle 35 mila presenze. Anche in funzione a questo la prefettura si è dimostrata disponibile al confronto incontrando eventuali rappresentanti di comitati di cittadini. Intanto tra le pagine di Facebook, dai giorni scorsi trova spazi la pagina “Comitato di cittadini per costruire l’accoglienza – Valle Seriana”, la risposta social a “Salviamo la Valle” creata dopo l’arrivo di un gruppo di richiedenti asilo in una struttura alberghiera a Rovetta. Il gruppo che conta 270 amici è aperto a tutte quelle persone che vogliono confrontarsi e capire quanto sta succedendo sul territorio, per riuscire a organizzare questo fenomeno mondiale e locale, per la legalità e il rispetto, perché prima di giudicare e bene sapere.

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A SULZANO I PROFUGHI PULISCONO LA SPIAGGIA

Sono pochi, sono tenuti impegnati da Legambiente in molte attività e si rendono anche utili alla comunità che li ospita. Sono i profughi ospiti in un albergo di Sulzano. A prenderli sotto la propria ala è stato il Circolo Legambiente Basso Sebino guidato da Dario Balotta, che ha trasformato quello che poteva essere un problema, come lo è stato per molti comuni, in un’opportunità: i profughi in attesa di ricevere i documenti, non stanno con le mani in mano ammazzandosi di noia, ma imparano la nostra lingua e sono impegnati in lavori socialmente utili come ripulire le spiagge del Sebino da mozziconi e rifiuti vari. Un modo per ingannare l’attesa impedendo il nascere delle tensioni che si creano solitamente tra richiedenti asilo, che altrove vengono “dimenticati” per anni in alberghi e isolati, e la comunità che li ospita che si sente solitamente minacciata dalla loro presenza. A Sulzano una convivenza pacifica è possibile grazie alla presenza dei numerosi volontari di Legambiente ma anche e soprattutto – fa notare il presidente Dario Balotta – “perché i profughi sono pochi. Piccoli gruppi si possono gestire se si vuole.” Legambiente vuole portare all’attenzione di chi gestisce gli sbarchi e gli arrivi, ovvero al Governo e alle Prefetture, l’esempio di Sulzano perché venga replicato. “Visto che ad oggi non è possibile evitare gli arrivi e vista l’attuale emergenza,  bisogna tenere presente che o i gruppi sono piccoli oppure i problemi diventano inevitabili. Inoltre” – conclude Balotta -”serve un’accelerazione sui tempi burocratici per fare avere a questi ragazzi i loro documenti, altrimenti non si può generare un ricambio nell’accoglienza.” Il tempo medio per ottenere i documenti è di un anno e mezzo. La maggior parte dei richiedenti asilo non ottiene lo status di “rifugiato politico” e quindi poi fa ricorso rimanendo altri due anni in media in Italia dove poi finisce per gonfiare, in molti casi, le file della clandestinità. “Bisognerebbe investire meno risorse nell’accoglienza e più energie nello snellimento delle burocrazia” – conclude Balotta.

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APPELLO DEL SOCCORSO ALPINO

La sicurezza totale nei grandi spazi liberi della natura non esiste: la Montagna insegna che anche i più preparati a volte possono subire qualche incidente di percorso. Questo è ancora più valido quando a muoversi è la folla dei turisti, alla rice3rca del fresco, dell’ambiente di grande fascino e delle bellezze della natura della Montagna. Ma l’attenzione da porre ad una escursione deve essere sempre alta: il sole, il meteo, le temperature, l’itinerario, l’abbigliamento, la propria preparazione personale e quella dei compagni di camminata, i tempia disposizione e gli orari prescelti, i collegamenti con rifugi, posti di ristoro, bivacchi e posti di chiamata, sono gli elementi da tenere sempre ben presenti. Il caso, in montagna, può presentare a volte un conto spiacevole: ecco allora i consigli del Soccorso Alpino che aiutano a trasformare la giornata in Montagna in un momento rigenerante di salute e benessere.

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LA NOTTE VERDE” ACCOGLIE I PELLEGRINI

L’abbraccio di Breno agli alpini e ai pellegrini che parteciperanno al 52esimo Pellegrinaggio in Adamello, si tradurrà in bar, ristoranti e attività commerciali aperte in una lunga notte denominata per l’occasione, Notte Verde. Tanti cappelli verdi degli alpini con la penna nera, con quello che rappresentano e l’allegria che portano sempre con sé, animeranno infatti il fine settimana a Breno e l’amministrazione comunale, la Pro Loco con Nuova Ubica, hanno deciso di farsi trovare pronti per dare alle penne nere, ai pellegrini e alle famiglie, a valle, la giusta accoglienza. Così il paese addobbato a festa con il tricolore appeso in ogni dove, metterà a disposizione le proprie vie e piazze, per una serata di festa. Protagonisti i bar e i ristoranti del paese, insieme alle attività commerciali e all’intrattenimento musicale.

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