Bienno: l’ultimo saluto a don Aldo Mariotti di centinaia di persone e tre vescovi

Bienno – Ultimo saluto a don Aldo Mariotti, il sacerdote 65enne stroncato sabato mattina da una terribile malattia che stava combattendo da oltre un anno. […]

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SALLAKU SPIEGA

Nessuna ammissione ma comunque sono stati forniti elementi che potrebbero essere utili a ricostruire l’intera vicenda che li ha coinvoltie e quindi al proseguo delle indagini. Gezim Sallaku, patron del Darfo, arrestato insieme al fratello Saimir la scorsa settimana, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a reati tributari, è comparso questo lunedì davanti al GIP del tribunale di Brescia che lo ha interrogato per più di dure ore. «Nessuna ammissione, ma hanno provato a ricostruire la vicenda che è molto ampia» ha spiegato l’avvocato Gianbattista Scalvi, legale dei due imprenditori ai quali sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore di otto milioni di euro. Sallaku ha risposto a tutte le domande che gli sono state fatte, argomentando punto su punto tutte le contestazioni che gli sono state mosse. I due fratelli, coinvolti nella vicenda insieme ad altre otto persone restano intanto in carcere. Il loro legale, infatti, anche se lo potrebbe fare nei prossimi giorni dopo aver analizzato bene tutti i capi d’accusa e la vicenda che ha coinvolto i suoi assistiti, al momento non ha presentato nessuna istanza di scarcerazione. Intanto l’impero costruito nei suoi 20 anni in Italia è sotto sequestro: case, auto, quote di società, alberghi e ristoranti che sono regolarmente aperti ma che sono affidati affidati al ragioniere commercialista Claudio Arici, nominato custode giudiziario dal tribunale di Brescia. L’operazione laguna sta facendo tremare anche la Valle Camonica ed il Sebino. Nel registro degli indagati ci sarebbero, infatti, anche tre funzionari pubblici, tre amministratori di giunte passate ed attualmente in carica dei comuni di Piancamuno, Pisogne e Sale Marasino dove le imprese di Sallaku hanno realizzato alcuni lavori pubblici. Gli altri otto indagati nell’ambito di questa operazione – uno si trova ai domiciliari, gli altri hanno solo l’obbligo di firma – verranno sentiti dai magistrati che stanno seguendo la vicenda entro una decina di giorni. Pare intanto che in due dei comuni interessati la Guardia di Finanza abbia sequestrato del materiale relativo appunto ad alcune opere pubbliche.

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