Passi nella neve: rinviata a martedì 18 agosto la narrazione in cammino con Roberto Mantovani

Ponte di Legno – Per motivi organizzativi, la narrazione in cammino “Sul confine” con Roberto Mantovani, prevista per sabato 18 luglio alle ore 8.30, è […]

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IL TAR RESPINGE I RICORSI DI SELCA

E’ stata pubblicata nel tardo pomeriggio di martedì 14 luglio l’ordinanza con cui il TAR di Brescia non ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata da curatore e dagli amministratori di SELCA contro le ordinanze della Provincia di Bresciea del Comune di Berzo Demo unitamente a Regione Lombardia. La richiesta del ricorso riguardava l’annullamento, previa sospensiva, del provvedimento del Direttore Settore Ambiente della Provincia n. 1959/2015 del 19 marzo che ha diffidato Piergiorgio Bosio, Flavio Bettoni, Ettore Vacchina e Giacomo Ducoli, a provvedere alla messa in sicurezza di emergenza dell’area e a presentare il piano di caratterizzazione, riunendo nella sentenza i tre specifici ricorsi, numero 1270, numero 1332 e numero 1339 del 2015. Il TAR ribadisce le posizione espressa dalla ordinanze del 2014 ("chi inquina paga") e ha sancito che l’inquinamento è certamente da riferire all’incuria dei materiali SELCA visto che l’inquinamento da Fluoruri proviene certamente da lì e ribadisce che è competenza del curatore intervenire sia per la messa in sicurezza che per la bonifica. Relativamente all’accertamento delle responsabilità dell’inquinamento la posizione di Giacomo Ducoli (curatore), Flavio Bettoni e gli altri amministratori Piergiorgio Bosio ed Ettore Vacchina è rinviata alla trattazione nel merito con udienza pubblica fissata pere il 10 febbraio 2016. La sentenza del Tar mette un altro punto fermo alla delicata vicenda che vede al centro di una serie di indagini l’area produttiva e quanto rimane dello stabilimento che fu di Selca Spa, dichiarata fallita il 0 giugno 2010. Selca gestiva dal 1998 in località Forno d’Allione in comune di Berzo Demo un impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Già nell’udienza del 21 giugno 2014 il Tar si era occupato dell’ingiunzione del comune alla curatela fallimentare per la rimozione delle coperture in cemento-amianto dei capannoni e dell’ingiunzione del Comune alla curatela fallimentare per la essa in sicurezza dei rifiuti e la predisposizione di un piano di rimozione e verifica delle matrici ambientali. Ma ciò non è mai avvenuto in palese inottemperanza alle due ordinanze cautelari n.417 e 418 del 21 giugno 2014. Lo afferma anche il provvedimento del 19 marzo 2015 della provincia di Brescia che indica il grave stato di deterioramento dei fabbricati e dei circa 37.503 metri cubi di matrici ambientali, corrispondenti al materiale sottoposto a sequestro penale nel 2004 e dei successivi depositi effettuati prima del fallimento del 10 giugno 2010. Un passaggio importante della ordinanza del Tar dl 14 luglio 2015 è riportato al punto 10 della sentenza che cita testualmente: “La relazione dell’ARPA depositata il 27 giugno 2014 afferma che la presenza di fluoruri oltre la CSC è stata rilevata per la prima volta nel 2014, mentre non era stata accertata nell’analisi del 2010, a conferma del processo di liscivazione in atto e ragionevolmente innescatosi a partire dall’abbandono di cumuli di rifiuti presenti nel sito”. E continua: “Questa tempistica è sovrapponibile al fallimento di Selca Spa. Tuttavia, anche in precedenza la gestione dei rifiuti era risultata problematica, come dimostra il sequestro penale del 2004: Nel successivo paragrafo 13 il Tar dichiara che “la curatela fallimentare essendo il detentore dei rifiuti secondo il diritto comunitario, ha comunque l’obbligo di rimuovere gli stessi e di avviarli a smaltimento o recupero. Obbligo che coincide con la messa in sicurezza di emergenza secondo l’ordinanza del 19 marzo 2015 della provincia di Brescia. E conclude “Dunque la curatela fallimentare è tenuta ad eseguire la rimozione dei rifiuti anche prima che sia accertata in giudizio la sua posizione di responsabile dell’inquinamento”. Insomma, non si dovrà attendere né la seduta del processo penale per traffico internazionale di rifiuti fissata per il prossimo 27 ottobre né l’udienza per discutere il marito della sentenza del Tar fissata il prossimo 10 febbraio, che nel frattempo ha già dato un’indicazione molto chiara su chi è tenuto da subito ad intervenire.

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RIFIUTI, SCOPERTA TRUFFA NEL BRESCIANO

Aveva escogitato un bel modo per fare soldi. Sostituendosi ad un’altra persona, risultata assolutamente estranea ai fatti, un uomo era riuscito a prendere in locazione un capannone a Carpenedolo, depositando – quale cauzione – un assegno risultato poi di provenienza illecita. L’improvvisato businessman, che aveva creato una azienda fittizia, contattava numerose ditte che si occupavano di raccolta di rifiuti con la promessa di provvedere al loro smaltimento, richiedendo, ad un tempo, la consegna di containers presso il capannone sede dei propri affari. Ma invece di occuparsi del contenuto, l’uomo rivendeva i contenitori ad  altre ditte operanti sempre nel settore dello smaltimento rifiuti. 20 le aziende raggirate tra la Lombardia ed il Veneto. I carabinieri dopo mesi di indagini hanno smantellato la mega truffa, deferendo  in  stato di libertà il responsabile  per truffa e ricettazione continuate, appropriazione indebita e  sostituzione di persona. I Militari hanno recuperato  nel territorio della provincia di  Brescia, circa 40 containers, quasi tutti restituiti alle aziende truffate,  per un  valore stimato di circa 100.000,00 Euro.

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MARTINAZZOLI: “SOLIDARIETA’ A FENINI”

"Esprimo la mia solidarietà al Sindaco di Esine Fiorino Fenini, costretto a rassegnare le dimissioni da Presidente della Conferenza dei Sindaci ASL”. Ad affermarlo è il consigliere regionale camuno della Lega Nord Donatella Martinazzoli in vista della Conferenza di questo venerdì. Il presidente della Conferenza e sindaco di Esine Fiorino Fenini, nonostante il sostegno dei 15 sindaci del Gruppo Alpes in Comunità Montana che insieme a lui difendono la riforma sanitaria, è costretto a lasciare la presidenza dal Gruppo Civico dei 21 sindaci che costituiscono la maggioranza. “ Fenini paga solamente il fatto” – afferma la Martinazzoli – “di aver detto la verità sulla riforma del sistema socio sanitario lombardo, ovvero che Regione Lombardia ha avuto un’attenzione particolare per la Valle Camonica e che i timori riguardo ad una possibile perdita di autonomia camuna sono infondati. Con la sua ferma presa di posizione Fenini ha dimostrato” – conclude il consigliere regionale camuno-  “oltre che una profonda onestà intellettuale, anche di non volersi assoggettare ai diktat del PD camuno che sta invece strumentalizzando la questione spargendo falsità ed infondendo nei cittadini paure immotivate."

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SEDUTA FIUME SULLA SANITA’

Questo mercoledì la seconda giornata di Consiglio regionale dedicata al dibattito generale sull’evoluzione del sistema Sociosanitario lombardo, che vede iscritti a parlare oggi 19 consiglieri. Ieri 20 interventi si sono susseguiti per 7 ore occupando seduta pomeridiana e notturna. Per regolamento, ogni consigliere può illustrare il suo ordine del giorno parlando al massimo per 5 minuti. Emendamenti e sub-emendamenti (che sono rispettivamente 2439 e 2597) vengono discussi articolo per articolo.  Ogni giornata di lavoro di Consiglio è calcolata, salvo imprevisti, in circa 12 ore d’Aula.

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SALVINI SUL SEBINO E IN VALLE CAMONICA

Non è la prima volta che Matteo Salvini viene in Valle Camonica nei panni di segretario federale della Lega Nord. Lo ha fatto più volte in passato per rendere onore al tradizionale appuntamento di Ponte di Legno a Ferragosto, per promuovere il “Basta Euro” e per incontrare in diverse occasioni, i militanti. Un leader, quello del Carroccio, che scende spesso nelle piazze distribuendo anche di suo pugno volantini e informando i cittadini sulle battaglie della Lega. Per continuare a parlare alla pancia della gente Salvini raccoglierà gli umori e le preoccupazioni anche dei camuni. Domenica 19 luglio infatti, dopo la tappa a Marone per pranzo, alle 18 sarà a Piancogno per inaugurare la nuova sede provinciale della Lega Nord che si sposta da Boario a Cogno, e a seguire sarà al Ristorante Due Magnolie di Piamborno per una cena aperta tutti ed un confronto su temi come immigrazione, sanità, economia, lavoro. Ad accompagnarlo gli esponenti locali del Carroccio. “Sebino e Franciacorta uniti” – afferma il parlamentare Camuno Davide Caparini – “in una giornata di festa ma anche di confronto con Matteo Salvini.

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IL DISTRETTO DELL’INNOVAZIONE

Stare al passo con i tempi. Questa è una delle maggiori sfide che le imprese si trovano ad affrontare. L’innovazione in tutti i campi è continua e chi non si aggiorna rischia di restare indietro. L’innovazione va di pari passo con la tecnologia che tanto più velocemente evolve tanto più velocemente accorcia tempi e distanze, cambiando ritmi, modo di lavorare e dettando nuove regole per il mercato. La Valle Camonica non solo deve stare al passo con i tempi unendo attività storiche legate alla tradizione alle opportunità offerte dalla modernità, ma deve anche riuscire a competere nel settore dell’innovazione. Per questo l’Incubatore di Imprese, che tra le sue missioni ha quella di proiettare la Valle Camonica nel futuro, dopo il Distretto Energetico, progettato e dato in gestione alla Comunità Montana, ora sta lavorando alla creazione di un Distretto dell’Innovazione. Il progetto ha ottenuto il benestare dell’Assessorato alle Attività Produttive di Regione Lombardia e mira ad unire le migliori teste e professionalità nel campo dell’innovazione, i diplomati e neolaureati in questo settore in cerca di luoghi dove sviluppare le loro idee.  L’incubatore non perde di vita il suo compito di aiutare le imprese ad ottenere gli aiuti che Stato e Regione mettono a disposizione e oggi è “l’antenna” del Misec e del Siges, per portare in Valle quante più opportunità offerte a livello regionale e nazionale.

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