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pubblicato da fiestarita48
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pubblicato da dariobonzi
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MALONNO PIANGE LORENZO

Ha fatto rientro a casa nella serata di ieri il corpo di Lorenzo Pederzoli, l’allevatore 64enne trovato senza vita domenica poco dopo le 20.00 in fondo ad un canalone in località Mutol, ai Campei di Nazio sui monti di Malonno, Ancora da accertare il motivo della caduta, un volo di oltre cento metri in un canalone ma non si hanno dubbi sulla dinamica della disgrazia. Il pastore dovrebbe essere scivolato o essersi sentito male mentre seguiva il pascolo già nel primo pomeriggio. Ad accorgersi che poteva essere accaduto qualche cosa è stato il fratello Attilio, con il quale Lorenzo si alternava nella conduzione del gregge, insospettito dal silenzio del telefono e dal fatto che le pecore, scrutate in lontananza con un binocolo, erano tutte sparpagliate e disordinate. Il congiunto dunque era salito a 1.600 metri di quota e ha ritrovato il corpo di Lorenzo e ha chiamato il 112 che ha fatto scattare le operazioni e il soccorso alpino, intervenuto con una ventina di uomini con l’elicottero e con squadre da terra, ha operato a lungo per recuperare la salma, specie a causa del luogo impervio dov’era finita, ma anche per le condizioni meteo con pioggia battente e per l’oscurità. La veglia funebre di Lorenzo Pederzoli è in programma questa sera alle ore 21.00 nella abitazione di famiglia in via S. Faustino 4, nella contrada accanto all’omonima Chiesa, mentre il funerale sarà celebrato domani alle ore 15.00 con il rito religioso celebrato nella chiesa accanto. Lorenzo ha lasciato le sorelle Gina e Margherita e il fratello Attilio. La comunità di Malonno si stringe attorno alla famiglia e vuole così ricorda un uomo semplice, schivo, taciturno e lavoratore, che non aveva una famiglia sua e che aveva fatto dal lavoro di pastore la ragione della sua vita.

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IPERBARICA PER DUE

Ormai in peggio è passato, ma c’è ancora bisogno di aiuto, abiti, coperte, l’incendio di domenica notte alla comunità alloggio di Fiobbio di Albino ha distrutto tutto anche se, per fortuna, il pronto intervento sia degli operatori, che dei volontari che delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, degli operatori sanitari, della protezione civile ha scongiurato il peggio. 16 dei pazienti coinvolti nel rogo sono già stata dimessi, i più gravi, un 58enne di Gazzaniga e un 36enne di Alzano, sono stati trasferiti al Niguarda di Milano e all’Ospedale Città di Brescia per essere sottoposti al trattamento in camera iperbarica, un terzo di Seriate, 37 anni, è in terapia intensiva al Bolognini. Ieri i pazienti ricoverati hanno ricevuto la visita dell’Assessore alla Salute e Vicepresidente di Regione Lombardia Mario Mantovani, accompagnato dal direttore generale dell’Asl di Bergamo, Mara Azzi, a Bergamo per sincerarsi delle loro condizioni e delle cure ricevute.

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PRIME IPOTESI SULLE CAUSE

Intanto continuano le verifiche su cosa potrebbe aver scatenato il rogo, che si è sviluppato attorno alle 20.30 di domenica sera, quando gli ospiti si stavano preparando per la notte. E pare che al momento l’ìipotesi più accreditata sia quella che a provocare l’incendio possa essere stato un mozzicone di sigaretta spento male nell’area coperta da una tettoria dove vengono tenuti i rifiuti e che nei giorni di cattivo tempo viene usata per ripararsi quando gli ospiti escono a fumare. Per fortuna due operatori si sono accorti di un’odore acre che stava invadendo la struttura e hanno notato l’incendio, hanno cercato di fermarlo, ma invano, quindi è scattato l’allarme. Sono state ore di apprensione e di grande lavoro. Cinque pazienti – la comunità ne ospita in totale 13, dai 25 ai 55 anni, tutte con disabilità cognitiva e psichica – era già in camera, è stato difficile raggiungerli, perché le scale erano piene di fumo. Si è temuto il peggio, qualcuno è stata salvato davvero in extremis. Poi è cominciato il via vai di ambulanze. L’Ospedale Papa Giovanni per far fronte all’emergenza ha attivato il Pemaf, il Piano di emergenza per massiccio afflusso di feriti, aggiungendo ai 7 infermieri già in servizio il Coordinatore Infermieristico, 4 infermieri, di cui due con competenze psichiatriche, e prolungato la presenza in servizio di altre due persone, al lavoro anche due anestesisti – rianimatori, un medico di Pronto soccorso per la gestione dei codici rossi, un medico di Pronto soccorso per la gestione dei codici gialli e verdi, un tossicologo, un chirurgo, uno psichiatra e il medico reperibile della Direzione Medica di Presidio.

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FLAVIO SCOMPARSO DA UNA SETTIMANA

Manca da casa da lunedi scorso e di lui nessuna traccia. Flavio Noris, il 48enne di Abbazia di Albino continua ad essere cercato da carabinieri, Soccorso alpino, squadre della Protezione Civile e volontari. Nonostante  gli appelli della moglie anche tramite la stampa, l’uomo non si è fatto vivo e la preoccupazione tra i familiari continua a crescere con il trascorrere dei giorni. Sono diverse le segnalazioni pervenute fino ad oggi ma di attendibile nessuna. La moglie Orietta continua ad essere fiduciosa. Flavio era uscito di casa in motorino, un Kimko targato CJ48416, con in tasca solo 5 euro per la benzina.  Una settimana senza notizie, così come nessuna traccia dello scooter, ma i volontari impegnati nelle ricerche non demordono speranzosi di poterlo trovare presto.

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VIA L’AMIANTO E BONIFICA AREA SELCA

La visita nell’area industriale di Forno d’Allione, precisamente in quella della Selca fallita nel febbraio 2010, da parte della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, questo martedì mattina ha già dato qualche risultato. Innanzitutto al soddisfazione per gli amministratori di un piccolo comune per essere riusciti a portare il problema alla conoscenza di una specifica commissione del Parlamento nazionale. Ma qualcosa in più pare si sia smosso: infatti, anche in previsione dell’udienza penale contro gli amministratori della società per traffico internazionale di rifiuti, fissata il 27 ottobre prossimo, potrebbero essere messe in atto a breve misure di protezione ambientale, ottemperando anche ad un’ordinanza del Sindaco di Berzo Demo. La visita della Commissione è stata molto puntuale e precisa: i membri erano informati in modo specifico delle attività svolte nella grande fabbrica ed hanno voluto verificare di persone anche la situazione del degrado della struttura, del materiale stoccato all’interno e comunque non risparmiato dalla pioggia e quello all’esterno. Quindi sul pullmann della Polizia di Stato che li aveva portati da Brescia, sono tornai in città dove nel pomeriggio hanno iniziato le audizioni delle persone informate dei fatti, mentre nella mattinata di mercoledì è stata fissata la conferenza stampa conclusiva che riguarda Berzo Demo, la Caffaro di Brescia, l’area di Montichiari e quella di Cappella Cantone.

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