Valle Camonica: dopo 13 anni condannato per abusi sessuali un bidello. La difesa: “Un errore giudiziario”

Brescia – Ora la condanna è definitiva. La Cassazione ha inflitto 13 anni a bidello per abusi su minori. La vicenda giudiziaria che coinvolge un bidello, originario […]

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Memorial Walter Fontana, slalom gigante e prove Fis Cittadini ad Aprica: risultati e classifiche. Attesa per i campionati italiani di sci alpino a Santa Caterina Valfurva

Aprica – Ci sono volute le prove del circuito promosso da Cancro Primo Aiuto onlus per far sì che una Fis Cittadini tornasse a campeggiare […]

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13 ANNI AL BIDELLO PEDOFILO

Una vicenda giudiziaria che sembrava infinita e che ora vede, invece la parola fine con la sentenza proclamata in queste ore dalla Corte di Cassazione di Milano: 13 anni di carcere. Tanti ne dovrà scontare il bidello camuno accusato di aver abusato di quattro bambini che frequentavano la scuola materna Abba di Brescia. Sono trascorsi 13 anni dallo scandalo che aveva scosso città e provincia. L’uomo era stato arrestato nel 2002. in carcere per 10 mesi, ai domiciliari per 4 anni e mezzo ha subito nove processi con esiti differenti: una prima condanna in primo grado a 15 anni, una condanna in appello a 13 anni, una doppia assoluzione in appello e una nuova conferma della sentenza lo scorso 9 luglio dai giudici d’appello di Milano. Ora la Cassazione ha confermato la correttezza dell’ultimo processo. Il bidello camuno ha sempre proclamato la propria innocenza sostenuto anche dalla sua famiglia, moglie e figlie comprese. Ha scritto la sua storia in un libro che ha inviato alla Corte suprema di Cassazione, a Papa Francesco e a Bendetto XVI e ha segnalato il suo caso Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Si tratta, secondo il bidello, di un grosso errore giudiziario.

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DAL CYBERBULLISMO ALLA PEDOFILIA

Dal cyberbullismo alla pedofilia fino ad arrivare agli uxoricidi. Non si ferma la scia di violenza contro donne e minori. Anche in questi giorni le pagine di cronaca ed i telegiornali parlano da soli. Abbiamo fatto il punto della situazione con Massimiliano Frassi presidente dell’Associazione Prometeo che da anni combatte, anche nelle nostre valli, questi fenomeni. E conferma che la nuova emergenza è proprio quella del cyberbullismo e degli accessi non controllati ad internet. Ragazzini sempre più piccoli hanno, infatti, fra le mani strumenti che magari i genitori e gli adulti non sono in grado di utilizzare correttamente. E’ bene informarsi. A volte la superficialità porta a commettere reati che però hanno risvolti penali pesanti. Qualche tempo fa in Valle Camonica si sono registrati episodi di cyberbullismo, più recentemente due 19enni sono stati denunciati per aver divulgati immagini di ragazzine che si sono fatte fotografare in atteggiamenti scabrosi. Le indagini vanno avanti. E intanto, purtroppo, ogni giorno emergono anche nuovi casi di abusi su bambini sempre più piccoli.

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FERMATO PAKISTANO LEGATO ALLA JIHAD

I Carabinieri del Ros di Brescia hanno fermato Ahmed Riaz, trentenne cittadino pakistano, destinatario di provvedimento di espulsione emesso alla fine di febbraio dal Ministro dell’Interno su richiesta dell’Arma dei Carabinieri. I militari lo hanno bloccato fuori dal suo appartamento in città, in via privata De Vitalis.  Il pakistano aveva abbracciato infatti l’ideologia jihadista e stretto rapporti con altre persone note per aver assunto posizioni religiose radicali. All’esito delle operazioni di identificazione è tra l’altro emerso come lo stesso avesse ben quattro alias, nel senso che era già stato foto-segnalato con 4 nominativi differenti nel corso degli ultimi anni. Dura la reazione della Lega Nord provinciale secondo cui “Il fermo del cittadino pakistano, dimostra per l’ennesima volta come il pericolo del terrorismo di matrice islamica sia più che mai concreto anche nella a Brescia. Il fenomeno dell’immigrazione è stato gestito in maniera pessima” – scrive il Carroccio – dal Governo Renzi e in particolare dal ministro Alfano che ha sottovalutato i rischi di una vera e propria invasione di clandestini e accentuando, con l’approvazione di ben cinque svuotacarceri, la percezione che chiunque possa  commettere reati, correndo rischi minimi”.

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GRAVE MA STABILE TECNICO CADUTO DA SEGGIOVIA

In seguito alla caduta, avvenuta da diversi metri di altezza, avrebbe battuto sulla neve la schiena, procurandosi la frattura di una vertebra. Rimangono gravi le condizioni del 57enne di Temù che lunedì mattina è stato lo sfortunato protagonista di un infortunio sul lavoro. Stava lavorando alla manutenzione degli impianti come ogni mattina prima dell’apertura al pubblico. Poco dopo le 8,30, in qualità di capo tecnico della SIT, una delle società proprietarie degli impianti di risalita delle piste del Comprensorio Adamello Ski, l’uomo è salito sul tetto della stazione di partenza della seggiovia Serodine, al Passo del Tonale. Doveva togliere la neve caduta nella notte. Un’operazione ripetuta molte volte ma durante la quale l’uomo questo lunedì ha perso l’equilibrio, finendo di sotto. Il 57enne è stato immediatamente soccorso sia da un’ambulanza del pronto soccorso di Ponte di Legno, sia dall’eliambulanza che lo ha trasferito in codice rosso al Civile di Brescia. Secondo alcune testimonianze l’uomo non avrebbe perso conoscenza dopo la caduta. Al Civile sarebbe stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla schiena, durato diverse ore. Ora si trova ricoverato nel reparto di neurochirurgia, in prognosi riservata. Le sue condizioni sono serie, ma stabili.

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CAUTO OTTIMISMO PER IL 15ENNE

Si è svegliato da solo e avrebbe anche riconosciuto i genitori, il 15enne che sabato scorso era stato portato al Civile di Brescia in prognosi riservata, dopo una brutta caduta con la sua moto da cross. L’incidente in località Attola a Boario, dove il Moto Club Darfo ha allestito una pista da cross dove si allenano i suoi piloti. Il 15enne di Cividate Camuno, sabato pomeriggio si stava allenando con la suo moto nuova: una Yamaha 125. E’ infatti da poco passato dal mini cross, alla nuova categoria. Dopo anni di allenamento e di pratica, quest’anno l’intento era quello di cominciare a gareggiare. Era un anno che nella pista da cross di Boario non accadevano incidenti gravi. Il 15enne avrebbe perso l’equilibrio durante un salto e sarebbe caduto violentemente a terra battendo il capo. Secondo le prime testimonianze, il ragazzo si sarebbe rialzato, anche se un po’ confuso e si sarebbe tolto il casco, rispondendo anche alle domande dei primi accorsi. Ma poi pare sia svenuto perdendo i sensi: immediatamente sul posto è giunta l’ambulanza di Camunia Soccorso e l’Automedica con il medico a bordo, mentre da Brescia è arrivato l’elicottero del 118. Il ragazzo è stato trattato in pista, stabilizzato e quindi trasferito sull’ambulanza per poi essere caricato a bordo dell’elicottero che lo ha portato in volo a Brescia dove era stato messo in coma farmacologico. Nelle scorse ore il 15enne di sarebbe svegliato, sarebbe fuori pericolo e sulle sue condizioni ci sarebbe un cauto ottimismo.

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ASILO DARFO, LA COMMISSIONE CERCA SOLUZIONI

Anna Laura De Giorgi, presidente della Commissione alle Pari Opportunità del Comune di Darfo Boario Terme, ha portato la questione della chiusura dell’asilo nido comunale La Chioccia, come primo ordine del giorno della commissione che si è riunita lunedì sera. L’obiettivo era creare un momento di confronto tra la Commissione e le mamme e le maestre dell’asilo. L’Assessore ai Servizi Sociali, Luigina Gaioni, in qualità di membro della commissione, ha spiegato alle presenti le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a questa sofferta decisione. In commissione sarebbero emerse diverse proposte da parte delle mamme e delle maestre, per cercare di reperire i fondi necessari ad evitare la chiusura dell’asilo. Proposte che la Commissione metterà nero su bianco e presenterà all’attenzione degli amministratori di Darfo a cui spetterà il compito di valutarle. La speranza della Commissione è quella di salvare i sei posti di lavoro a rischio e difendere quindi il lavoro al femminile, di evitare la chiusura di un servizio prezioso per molte mamme e di dimostrare che “volere è potere”.

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LA CRISI NON E’ FINITA

La crisi non è finita, ci sono ancora forti preoccupazioni sull’occupazione, nel comprensorio camuno sebino dove, dopo lo scadere della cassa in deroga potrebbero esserci aziende a rischio. Ecco perché la CGIL Valle Camonica Sebino guarda con preoccupazione al prossimo futuro e nel frattempo è impegnata a livello nazionale a chiedere, tramite una proposta di legge, più garanzie per i lavoratori e trasparenza negli appalti. Abbiamo fatto il punto con il segretario comprensoriale Gabriele Calzaferri che punta il dito contro la nuova politica del lavoro che monetizza i diritti dei lavoratori senza dargli altre garanzie e che è carente di ammortizzatori sociali. E soprattutto questo potrebbe rappresentare, da maggio in poi, data di scadenza della cassa in deroga per il 2015, un grosso problema anche per le piccole e medie imprese del comprensorio camuno-sebino.

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