LE CONSEGUENZE DEL MALTEMPO

Passato il ferragosto è tempo di bilanci per il settore turistico. Dopo un inverno passato a pianificare gli eventi e la promozione per l’estate, dopo bilanci magri chiusi nella speranza di rifarsi con l’estate, per albergatori, esercizi commerciali e ristoratori, questo lunedì è il tempo della cruda verità. L’estate non è servita a fare da cassetto, non è servita nemmeno a volte per coprire le spese. Lo avevamo visto nei sondaggi fatti nei giorni scorsi in montagna soprattutto presso malghe, agriturismi, strutture ricettive in generale come punti ristoro, alberghi, campeggi e piscine. Un’estate così magra- ci avevano detto – non l’abbiamo mai vista. La cause principale del calo delle presenze è il maltempo che non ha scoraggiato i fedelissimi e gli abitudinari, ma che ha dirottato altrove, per esempio al mare, chi progettava gite e vacanze per la prima volta in Valle Camonica. In alta Valle il calo delle presenze si attesterebbe intorno al 50%. Qualcuno dice- piove sul bagnato- ovvero su un settore che già risente della crisi è il solo, oltre all’agroalimentare, a poter trainare l’economica valligiana per via dell’indotto che il turismo dovrebbe portare. Più che i turisti, si contano i millimetri di pioggia caduta. Mai così tanta secondo i dati raccolti dalle centraline presenti in tutta la provincia e anche in Valcamonica, Sebino e Franciacorta. La media di pioggia caduta dal 21 giugno al 16 agosto è di ben 368 millimetri. Si tratta di un record che supero persino quello dei 330 millimetri raggiunto nello stesso periodo nell’estate del 2002. Nel 2013 erano caduti 132 millimetri di acqua, nel 2012 solo 108 millimetri.

dal giornale online: Più Valli TV – News
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